AZZATE – La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano ha ufficialmente chiuso le indagini sul presunto smaltimento illecito di rifiuti nell’area dell’ex camping “Sette Laghi” di Azzate, in provincia di Varese. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato a quasi cinque anni dai fatti contestati, riguarda in totale 13 indagati, suddivisi tra undici persone fisiche e due società. Tra i soggetti coinvolti figurano ex amministratori locali, funzionari pubblici e imprenditori.
Al centro dell’impianto accusatorio della Procura ci sono le operazioni di demolizione e smantellamento di circa 400 casette e roulotte abusive presenti all’interno del campeggio, eseguite a ridosso del bacino lacustre tra il 2021 e il 2022. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i lavori avrebbero dato vita a una vera e propria discarica abusiva contenente oltre 20 mila metri cubi di materiali e detriti gestiti illecitamente, con gravi ripercussioni per la tutela dell’ambiente.
L’inchiesta ambientale sull’area protetta di Azzate assume oggi una rilevanza ancora maggiore nello scenario giudiziario nazionale: gli accertamenti sul sito, infatti, costituiscono il filone investigativo originario e il “prequel” da cui è nata la successiva e clamorosa inchiesta sul sistema di dossieraggio illegale legata alla società di intelligence Equalize.
La vicenda, che in passato aveva sollevato forti proteste da parte dei cittadini ed era stata oggetto di diversi servizi del tg satirico Striscia la Notizia per la presenza di rifiuti abbandonati a due passi dal lago, entra così nella sua fase cruciale, in attesa delle successive determinazioni dei magistrati milanesi sulle richieste di rinvio a giudizio.













