VARESE – Lombardia Ideale Varese presenta ‘Le verità di quartiere’, un nuovo format social pensato per raccontare, con uno sguardo diretto e un approccio concreto, le criticità e le problematiche presenti nei quartieri della città. Il primo episodio è stato pubblicato oggi sui canali Instagram e Facebook di Lombardia Ideale Varese, oltre che sull’account personale TikTok del Consigliere comunale e Capogruppo di Varese Ideale, Franco Formato. La rubrica avrà cadenza settimanale, ogni venerdì sarà pubblicato un nuovo episodio.
“È una rubrica video pensata per accendere un faro sulle periferie, ma non solo, e su tutte quelle situazioni che non funzionano nella nostra città. Grazie ai nostri sopralluoghi quotidiani, uniti alle segnalazioni dei cittadini, portiamo alla luce problemi reali mai risolti, frutto del totale disinteresse da parte dell’amministrazione comunale”, spiega il consigliere comunale Formato.
“L’idea de ‘Le verità di quartiere’ nasce anche come risposta critica ai cosiddetti ‘Patti di Quartiere’, promossi dalla Giunta Galimberti e presentati come strumenti innovativi di partecipazione, ascolto e co-progettazione tra amministrazione e cittadini, che però si stanno rivelando un’operazione dal forte sapore propagandistico, dove la partecipazione è evocata più che praticata. Come dimostra il
caso della dannosa ciclabile in viale Belforte, in cui i cittadini sono stati coinvolti solo a cantiere già praticamente avviato. I nostri quartieri – prosegue il Capogruppo di Varese Ideale – non hanno bisogno di slogan e passerelle, ma di risposte concrete, come manutenzione ordinaria, sicurezza, trasporti efficienti, spazi pubblici vivibili e attenzione alle fragilità sociali”.
“In qualità di consigliere comunale e da varesino innamorato, continuo a farmi portavoce dei disagi quotidiani vissuti dai cittadini, portandoli all’attenzione di Galimberti e dei suoi assessori anche attraverso strumenti nuovi e più immediati. Dopo anni di scarsa volontà di ascolto e dialogo, chissà che gli stessi problemi, raccontati in un format diverso, vengano almeno presi in esame”, conclude Formato.












