Un nuovo passo avanti nel trattamento della malattia di Parkinson in fase avanzata è stato compiuto all’Ospedale di Saronno. Il 17 settembre, infatti, l’équipe della Neurologia ha effettuato per la prima volta il trattamento con Lecigimon, una terapia a base di levodopa, carbidopa ed entacapone somministrata direttamente nell’intestino.
Si tratta di un’opzione destinata in particolare ai pazienti per i quali la terapia dopaminergica assunta per via orale non riesce più a garantire un controllo adeguato delle fluttuazioni motorie, dei periodi di blocco e delle discinesie.
Una somministrazione continua per ridurre le oscillazioni
Il principio alla base della nuova terapia è quello di assicurare un apporto più costante di levodopa nell’arco della giornata. Il farmaco viene infatti somministrato in modo continuo direttamente nel digiuno, con l’obiettivo di ridurre le oscillazioni della risposta terapeutica e migliorare il controllo dei sintomi.
A promuovere l’introduzione di questa nuova possibilità terapeutica a Saronno è stata la dottoressa Federica Garrì, responsabile dell’Ambulatorio Parkinson, con il contributo del dottor Nicolò Dell’Orto.
L’obiettivo è ampliare ulteriormente il ventaglio di trattamenti disponibili al Centro Parkinson di Saronno, attraverso percorsi sempre più personalizzati per le persone che convivono con forme complesse e avanzate della malattia.
Insieme alla terapia infusionale sottocutanea
L’introduzione di Lecigimon si aggiunge a un’altra terapia avanzata già disponibile da alcuni mesi nella Neurologia di Saronno: la somministrazione infusionale sottocutanea di foslevodopa/foscarbidopa.
Il Centro Parkinson può così contare su differenti strategie terapeutiche, da valutare sulla base delle caratteristiche cliniche di ciascun paziente e delle sue esigenze nella vita quotidiana.
Un approccio che punta quindi a costruire percorsi di cura personalizzati, scegliendo di volta in volta la soluzione più adatta.
Il ruolo dell’Endoscopia per il posizionamento della PEG-J
Fondamentale per rendere possibile il nuovo trattamento è stata la collaborazione con l’Unità di Endoscopia, guidata dal dottor Dario Pariani.
Il posizionamento del sistema PEG-J, necessario per introdurre la sonda fino al digiuno e consentire la somministrazione continua del gel, è stato eseguito dal dottor Alessandro Ballarini, dal dottor Raffaele De Luca e dallo stesso Pariani.
Il percorso ha richiesto inoltre il coinvolgimento del personale infermieristico, dei tecnici e degli operatori sociosanitari, impegnati nelle diverse fasi dell’assistenza al paziente.
Un lavoro di squadra tra Neurologia, Chirurgia e Farmacia
Il progetto è stato sostenuto dalla dottoressa Valeria Caso, direttrice della Struttura Complessa di Neurologia, e dal dottor Giorgio Tassan-Viol, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Saronno.
La collaborazione tra le diverse équipe ha permesso di coordinare le varie fasi necessarie all’avvio del nuovo percorso terapeutico.
Un contributo importante è arrivato anche dalla Farmacia Ospedaliera e dalla dottoressa Giovanna Mainardi, che hanno lavorato per rendere disponibile in tempi rapidi una terapia di recente introduzione in Italia.
Saronno tra i primi centri lombardi
Con l’introduzione di Lecigimon, l’Ospedale di Saronno si colloca tra i primi centri lombardi ad aver reso disponibile questa nuova opzione terapeutica, dopo i principali centri regionali di riferimento per il Parkinson, tra cui il Centro Parkinson dell’ASST Gaetano Pini-CTO, l’Istituto Neurologico Carlo Besta e la Fondazione Mondino.
La nuova terapia amplia dunque il percorso specialistico dedicato alle persone con Parkinson in fase avanzata e rafforza l’offerta del Centro Parkinson di Saronno, sempre più orientata verso un modello multidisciplinare e personalizzato.
Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra diverse professionalità dell’ospedale e che aggiunge un ulteriore strumento alle possibilità di trattamento per i pazienti con forme più complesse della malattia.













