Il patrimonio culturale di Busto Arsizio si arricchisce di 27 nuove opere e documenti. La giunta comunale, su proposta dell’assessore alla Cultura Manuela Maffioli, ha deliberato l’accettazione ufficiale delle donazioni destinate alle Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna e al Museo del Tessile e della Tradizione Industriale.
Le opere sono entrate a far parte del patrimonio pubblico tra il 2025 e il 2026, grazie alla scelta di alcuni cittadini privati e di Confapi Varese di mettere a disposizione della comunità beni ritenuti di interesse artistico, storico e documentale.
Dall’arte contemporanea alla memoria di Busto
Il nuovo nucleo comprende lavori di diversi artisti legati al territorio e alla scena contemporanea. Tra gli autori figurano Elena Rizzardi, il gruppo Spazio Plurale, Claudio Benzoni, Ivan Tozzo, Aldo Alberti e Antonio Bernardo.
Accanto alle opere d’arte trova spazio anche una raccolta particolarmente legata all’identità locale: 12 stampe in bianco e nero dedicate alla storia di Busto Arsizio, ai suoi personaggi più rappresentativi e alle espressioni del dialetto bustocco.
Un insieme eterogeneo che permette così di affiancare alla dimensione artistica anche quella della memoria e della cultura popolare della città.
Otto opere di Aldo Alberti
Tra le donazioni spicca in particolare il gruppo composto da otto opere di Aldo Alberti, artista bustese attivo soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta.
La raccolta offre uno spaccato della sua produzione e della sua versatilità tecnica, attraverso lavori realizzati con olio su tela, carboncino, tempera e pennarello.
Un ingresso significativo per le Civiche Raccolte d’Arte, che amplia la presenza di artisti legati alla storia culturale e artistica di Busto Arsizio.
“Uno spazio per l’arte”, una vetrina che diventa patrimonio
Una parte delle opere donate non è del tutto nuova al pubblico. Molti lavori erano infatti già stati presentati negli spazi di Palazzo Marliani Cicogna attraverso il progetto “Uno spazio per l’arte”.
L’iniziativa si conferma così non soltanto come occasione per portare l’arte contemporanea all’attenzione dei visitatori, ma anche come uno strumento capace di favorire, nel tempo, l’ampliamento delle collezioni civiche.
Le nuove acquisizioni rappresentano infatti un ulteriore tassello nella costruzione di un patrimonio destinato alla collettività e alla sua fruizione futura.
Per Busto Arsizio, dunque, le donazioni non significano soltanto nuove opere da conservare ed esporre, ma anche nuovi frammenti della storia e dell’identità cittadina che entrano stabilmente nel patrimonio pubblico.












