BUSTO ARSIZIO – Il campionato si avvicina, ma la Uyba non sa ancora dove potrà allenarsi e disputare le proprie partite. Dopo il crollo avvenuto all’E-Work Arena, alle verifiche sulla sicurezza dell’edificio si aggiunge infatti un’urgenza sportiva: trovare una sistemazione adeguata alle Farfalle qualora la chiusura dell’impianto dovesse protrarsi più del previsto.
Non si tratta soltanto di individuare una palestra disponibile. Una società di vertice ha bisogno di una struttura omologata, capiente e in grado di accogliere squadra, pubblico, sponsor e televisioni. Il tempo, però, stringe.
La suggestione di Masnago torna d’attualità
Qualche mese fa, nell’ambiente della pallavolo bustocca, era circolata l’ipotesi di trasferire a Varese alcune partite della Uyba. L’idea prevedeva l’utilizzo del palazzetto di Masnago, casa della Pallacanestro Varese, e si era accompagnata ad alcune visite reciproche di amministratori e dirigenti durante gli incontri casalinghi delle due società.
Quella che allora appariva una semplice suggestione potrebbe oggi trasformarsi in una soluzione concreta. La Uyba resta un patrimonio sportivo di Busto Arsizio, ma la pallavolo ha spesso dimostrato di saper oltrepassare confini comunali e campanilismi. Portare temporaneamente le Farfalle a Varese consentirebbe alla squadra di giocare in un impianto prestigioso, senza allontanarsi dalla propria tifoseria e dal territorio provinciale.
Sarebbe anche l’occasione per costruire una collaborazione tra le due città in un momento di emergenza. Occorrerà capire se istituzioni e società sapranno lavorare insieme, mettendo in secondo piano rivalità sportive e convenienze politiche, tanto più mentre si avvicina la campagna elettorale.
Il problema degli impianti sportivi di Busto
Il caso dell’E-Work Arena impone però una riflessione che va oltre il futuro immediato della Uyba. Come può una città con più di 80mila abitanti, che ambisce da tempo a ottenere un ruolo da cocapoluogo, non riuscire a conservare e valorizzare adeguatamente le proprie principali strutture sportive?
Il palazzetto non rappresenta un episodio isolato. La pista di atletica ha attraversato una storia lunga e travagliata, segnata anche da anni di sostanziale abbandono. La piscina Manara, un altro impianto di grande valore per Busto Arsizio, versa da tempo in condizioni difficili e continua ad avere davanti un futuro incerto.
Nel quadro cittadino spicca positivamente il nuovo palaginnastica. Anche questa struttura, tuttavia, nasce dalle ceneri di altri progetti: il palaghiaccio mai realizzato e il Campus di Beata Giuliana, rimasto un castello di carta fortunatamente crollato prima ancora della posa della prima pietra.
Non basta parlare di fatalità
Liquidare quanto accaduto all’E-Work Arena come una semplice casualità significherebbe evitare il problema. Le responsabilità non appartengono soltanto all’attuale amministrazione: affondano negli anni e coinvolgono diverse giunte, incapaci di programmare con continuità la manutenzione straordinaria degli impianti e di destinare risorse sufficienti alla loro conservazione.
Le strutture sportive non possono essere ricordate soltanto quando una squadra conquista un trofeo, sale sul podio o offre l’occasione per una fotografia celebrativa. Richiedono investimenti, controlli e una visione di lungo periodo anche quando non garantiscono applausi o consenso immediato.
Adesso la priorità è dare rapidamente una casa alla Uyba. Subito dopo, però, Busto Arsizio dovrà interrogarsi seriamente su come intenda proteggere un patrimonio sportivo che troppo spesso viene celebrato nei giorni dei successi e trascurato quando servono programmazione, manutenzione e denaro.













