Varese porta a casa tre punti importanti battendo Pergine 4-2, ma la prestazione lascia sensazioni contrastanti. Il risultato è pieno, la classifica sorride, ma l’andamento della partita racconta una squadra che produce tantissimo senza sempre trasformare la superiorità territoriale in reale controllo del match. Contro un Pergine arrivato all’Acinque Ice Arena con appena quattordici giocatori di movimento e una lista di assenze pesante, i Mastini avrebbero potuto – e forse dovuto – chiudere prima i conti.
I numeri parlano chiaro: Varese tira quasi il doppio degli avversari, tiene a lungo il disco nel terzo offensivo e costruisce una mole di gioco imponente. Ma la qualità delle conclusioni e la gestione dei momenti chiave restano altalenanti. Un aspetto che, guardando avanti agli incroci con squadre di medio-alta classifica, solleva più di un interrogativo.
A tenere in piedi la serata è ancora una volta Raphael Bastille, autentico fattore. Il franco-canadese firma tre reti e confeziona anche l’assist per il gol di Maekinen, risultando decisivo in tutti i momenti chiave della partita. Senza di lui, probabilmente, il copione avrebbe potuto essere molto più complicato. Ma proprio questo dato rafforza una riflessione: per ambire a playoff di livello, non può essere sempre e solo Bastille a togliere le castagne dal fuoco.
I Mastini mettono comunque sul ghiaccio quella grinta che rappresenta il loro marchio di fabbrica, mostrando spirito di sacrificio e voglia di lottare su ogni disco. Il gruppo c’è, l’intensità anche, ma servono idee più chiare nella gestione del vantaggio e maggiore lucidità nelle situazioni di superiorità numerica, spesso poco incisive nonostante il grande volume di gioco.
La serata è stata anche segnata dall’infortunio di Perino, costretto a lasciare il ghiaccio nel finale del secondo periodo dopo una brutta caduta contro la balaustra, con probabile interessamento alla spalla. Un’assenza che pesa e che si aggiunge a un elenco già lungo di indisponibili, in una fase della stagione in cui ogni rotazione diventa fondamentale.
Nel racconto della partita, Varese parte fortissimo, costruisce, preme e trova il vantaggio con Bastille dopo una lunga fase di assedio. Nel secondo periodo arriva il raddoppio, ancora con il numero canadese, ma Pergine resta in partita e accorcia le distanze sfruttando una delle poche vere occasioni concesse. Nel terzo tempo il gol in power play di Maekinen sembra mettere al sicuro il risultato, ma le Linci reagiscono subito, riportandosi a -1 e trasformando il finale in un assalto vero e proprio.
Solo nel concitato finale, con Pergine a porta vuota, Bastille chiude definitivamente i conti con il gol del 4-2, mettendo il sigillo su una serata che porta punti ma anche spunti di riflessione.
Vittoria importante, dunque, ma non del tutto convincente. I Mastini restano in corsa, mostrano carattere e profondità emotiva, ma se l’obiettivo è alzare l’asticella nei playoff, servirà trasformare la grande quantità di gioco in maggiore qualità e controllo. Prossimo banco di prova ad Alleghe, dove sarà necessario dimostrare che questa squadra può vincere anche con più equilibrio e meno dipendenza dalle giocate del suo uomo simbolo.
Il tabellino
HCMV MASTINI VARESE – PERGINE SAPIENS 4-2
(1-0; 1-1; 2-1)
RETI: 18.38 Bastille (V – Ghiglione, Buono); 24.47 Bastille (V – Maekinen), 34.36 Sullman Pilser (P – Liprandi, Korkiakoski); 45.53 Maekinen (V – Bastille, Buono), 47.29 Korkiakoski (P – Sullman Pilser, Foccoli); 58.21 Bastille (V – Buono).
VARESE: F. Matonti (Pysarenko); Schina, Re, Maekinen, Crivellari, M. Matonti, E. Mazzacane; M. Borghi, Terzago, Perino, Buono, Ghiglione, Bastille, Xamin, M. Mazzacane, Tilaro, Peterson, P. Borghi, Venturi. All. Da Rin.
PERGINE: Steiner (Zanella); Marchetti, Manica, Ambrosi, Marcazzan, Liprandi, Meneghini; Sullman Pilser, Korkiakiski, Foccoli, Bitetto, Andreotti, Gasparetti, Viliotti, Emoff. All. Ambrosi.
ARBITRI: Pignatti e Volcan (Alberti e Brenna).
NOTE. Penalità: V 8; P 12. Superiorità: V 1-6; P 0-4. Spettatori: 759.













