«L’Europa non è un’autostrada, la remigrazione unica soluzione possibile al traffico di esseri umani». È questo il messaggio lanciato oggi, sabato 23 maggio, durante l’iniziativa organizzata a Ponte Tresa dal Comitato Remigrazione e Riconquista insieme al Fronte Nazionale Elvetico.
Sugli opposti lati del ponte sulla Tresa sono comparsi striscioni con la scritta: “Né qui né altrove, remigrazione unica soluzione”, accompagnati da cori e bandiere esibite dai partecipanti.
Il riferimento all’inchiesta sul traffico di clandestini
La manifestazione è stata organizzata anche alla luce della recente operazione di polizia contro un’organizzazione accusata di favorire il trasferimento di migranti clandestini dall’Italia verso il cuore dell’Europa passando dalla Svizzera.
Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni appartamenti di Lavena Ponte Tresa sarebbero stati utilizzati come base logistica per il traffico di esseri umani.
“Immigrazione clandestina minaccia per l’Europa”
Gli organizzatori hanno definito l’iniziativa «un’azione dimostrativa» per evitare che «calasse il silenzio» sulla vicenda emersa nelle scorse settimane.
Nel comunicato diffuso durante la manifestazione, il Comitato ha sostenuto che l’immigrazione clandestina rappresenti «una minaccia alla comune civiltà europea» e che Italia e Svizzera vengano utilizzate come «autostrada» per l’ingresso di migliaia di irregolari nel continente.
La richiesta di leggi più severe
Nel documento diffuso dagli organizzatori viene criticata anche la presunta «lentezza delle istituzioni», accusate di permettere a organizzazioni criminali legate al traffico di migranti di operare «in una sorta di semi-impunità».
Il Comitato ha ribadito la propria linea politica sulla remigrazione, definita «una proposta concreta» per contrastare immigrazione irregolare e tratta di esseri umani, annunciando inoltre la volontà di portare in Parlamento una proposta di legge sostenuta — secondo quanto dichiarato — da oltre 150mila firme.
Gli stessi promotori hanno infine annunciato una manifestazione nazionale prevista a Roma il 13 giugno, mentre il gruppo svizzero ha parlato della necessità di una «mobilitazione dal basso» per difendere i confini europei.













