Legnano sceglie la continuità amministrativa e riconferma Lorenzo Radice alla guida del Comune. Il sindaco uscente ha vinto il ballottaggio con il 50,89% dei voti, superando di misura il candidato del centrodestra Mario Almici, che si è fermato al 49,11%.
Una sfida combattuta fino all’ultimo voto che ha tenuto con il fiato sospeso i due schieramenti e che si è conclusa con la riconferma del primo cittadino eletto nel 2020. Il risultato premia la coalizione di centrosinistra e consente a Radice di proseguire il percorso amministrativo avviato nel precedente mandato.
Il vantaggio del sindaco uscente era già emerso al primo turno delle elezioni comunali, svolto il 24 e 25 maggio. In quella occasione Radice aveva ottenuto il 43,10% delle preferenze, mentre Almici si era attestato al 39,86%, lasciando aperta la partita in vista del secondo turno.
Dal ballottaggio erano rimaste escluse le altre candidature. Carolina Toia aveva raccolto il 10,28% dei consensi, mentre il Patto Civico, coalizione composta da Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Rifondazione Comunista e Osservatorio Civico, si era fermato al 7%.
Lorenzo Radice è stato sostenuto da una coalizione composta dal Partito Democratico, Insieme per Legnano – Legnano Popolare, riLegnano e dalla lista civica Fare Centro con Radice. Mario Almici, invece, ha guidato una coalizione di centrodestra formata da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Legnano Ideale, con il sostegno di Noi Moderati e Alternativa Popolare. In vista del ballottaggio, Almici aveva inoltre ottenuto l’apparentamento con la lista civica guidata da Carolina Toia.
L’esito finale conferma Legnano tra i principali comuni lombardi amministrati dal centrosinistra e rappresenta uno dei risultati più significativi della tornata elettorale nell’Altomilanese. Per Radice si apre ora un nuovo mandato con l’obiettivo di consolidare i progetti avviati negli ultimi anni e affrontare le sfide amministrative del prossimo quinquennio.













