Si è chiuso con un’assoluzione il processo che aveva portato sul banco degli imputati Matteo e Andrea Bariani, entrambi accusati di violenza privata, percosse e minacce per una vicenda avvenuta in Valcuvia alcuni anni fa.
Il procedimento era nato dalla denuncia presentata da un uomo che aveva raccontato ai carabinieri di essere stato minacciato dai due fratelli. La vicenda aveva suscitato particolare attenzione anche per il ruolo di Matteo Bariani, all’epoca consigliere comunale di Masciago Primo e da tempo impegnato pubblicamente nel denunciare il fenomeno dello spaccio nei boschi della zona.
Martedì, al termine del processo celebrato davanti al Tribunale di Varese, il giudice monocratico ha pronunciato la sentenza, escludendo la responsabilità penale di entrambi gli imputati. L’assoluzione è arrivata con la formula perché il fatto non sussiste.
La vicenda nata da un passaggio in auto
I fatti contestati risalgono a circa cinque anni fa e si collocano nel territorio della Valcuvia, in un periodo nel quale lo spaccio di droga nelle aree boschive rappresentava una presenza particolarmente evidente.
Secondo quanto ricostruito nel corso del procedimento, un uomo sulla trentina si trovava nella zona e avrebbe chiesto un passaggio. Alla guida dell’auto c’era Matteo Bariani, che aveva accettato di accompagnarlo.
Durante il tragitto sarebbe emerso che l’uomo si trovava in quella parte della valle per acquistare sostanze stupefacenti nei boschi. Proprio da quella circostanza sarebbe poi nata la contestazione contenuta nella denuncia presentata alle forze dell’ordine.
Il denunciante aveva sostenuto di essere stato successivamente minacciato dai due fratelli. Da qui era partita l’indagine dei carabinieri e, successivamente, il procedimento penale.
Lo spaccio nei boschi al centro della vicenda
All’epoca dei fatti il fenomeno dello spaccio nelle aree boschive della Valcuvia era particolarmente diffuso e aveva attirato l’attenzione delle amministrazioni locali e dei residenti.
Matteo Bariani aveva più volte portato l’attenzione sulla presenza degli spacciatori nelle zone boschive comprese tra Masciago Primo, Ferrera e gli altri comuni della valle, promuovendo anche iniziative e interventi pubblici sul tema.
Negli anni successivi le modalità dello spaccio sul territorio sono in parte cambiate, con sistemi di vendita differenti rispetto ai tradizionali punti di incontro nei boschi.
L’assoluzione al termine del processo
La ricostruzione accusatoria è stata contestata dalla difesa dei due fratelli, rappresentati dall’avvocato Franz Sarno.
Al termine dell’istruttoria il giudice ha quindi assolto Matteo e Andrea Bariani, stabilendo che non sussistevano gli elementi per affermarne la responsabilità penale in relazione ai reati contestati.













