VARESE – A poco più di una settimana dall’entrata in funzione del nuovo CUP unico regionale, all’Asst Sette Laghi emergono le prime criticità. A lanciare l’allarme è la UIL FP di Varese, che parla di una fase di transizione caratterizzata da problemi organizzativi e tecnici che starebbero causando disagi sia agli operatori sanitari sia agli utenti.
Agende bloccate e liste d’attesa a rischio
Secondo il segretario provinciale della UIL FP, Gianluca Firrisi, il nuovo sistema non sarebbe stato configurato correttamente fin dal giorno dell’attivazione. Tra le principali conseguenze vi sarebbe l’impossibilità di aprire regolarmente le agende dedicate all’abbattimento delle liste d’attesa, uno strumento fondamentale per recuperare le prestazioni arretrate.
«Gli operatori non hanno ricevuto una formazione adeguata e il passaggio al nuovo gestionale è avvenuto senza test preliminari e senza un affiancamento strutturato», denuncia il sindacalista.
Oltre cento prestazioni perse
Le ripercussioni sarebbero già evidenti. Secondo le stime del sindacato, sono andate perse almeno cento prestazioni tra risonanze magnetiche, esami diagnostici complessi e visite specialistiche.
Non mancherebbero inoltre problemi nella gestione degli appuntamenti, con casi di doppie prenotazioni nello stesso orario per esami che richiedono tempi di esecuzione compresi tra trenta e sessanta minuti. Una situazione che rischia di aggravare ulteriormente il problema delle liste d’attesa.
Personale sotto pressione
Le difficoltà ricadrebbero anche sugli operatori sanitari, chiamati a gestire problematiche informatiche e organizzative non direttamente legate alle loro mansioni.
A complicare il quadro vi sarebbe inoltre la carenza di supporto tecnico continuativo. I tecnici informatici assegnati al CUP, infatti, sarebbero costretti a spostarsi costantemente tra diversi reparti per affrontare le emergenze, senza poter garantire una presenza stabile nei servizi più coinvolti.
«Il problema è la gestione del progetto»
La UIL FP precisa di non contestare il software in sé, che potrebbe rappresentare uno strumento utile se correttamente configurato e supportato da una formazione adeguata. Le critiche riguardano invece le modalità con cui è stata organizzata l’introduzione del sistema.
«Si trattava di una scadenza programmata e conosciuta da tempo – sottolinea Firrisi –. Per questo riteniamo che la fase di implementazione avrebbe dovuto essere preparata con maggiore attenzione».
Le richieste del sindacato
Per superare l’emergenza, la UIL FP chiede:
- il ripristino immediato delle agende per il recupero delle liste d’attesa;
- un piano straordinario per recuperare gli esami saltati;
- la presenza stabile di tecnici informatici nei reparti;
- percorsi formativi specifici per gli operatori;
- un confronto urgente con Asst Sette Laghi e Regione Lombardia per rivedere le modalità di attuazione del progetto.
«Non è accettabile che una riorganizzazione pensata per migliorare il servizio si traduca in un peggioramento dell’assistenza e in un aggravio per cittadini e lavoratori», conclude il segretario provinciale della UIL FP.













