Arcisate-Stabio, si parte Ma resta il nodo arsenico

ARCISATE Automezzi in movimento, ieri mattina, lungo il cantiere dell’Arcisate-Stabio. Si torna al lavoro, così, lungo il tormentato tratto ferroviario che è stato pensato per collegare l’aeroporto di Malpensa a Lugano. L’impresa che si è aggiudicata il contratto per la realizzazione dell’opera, la Ics, lunedì ha richiamato il proprio personale, poco meno di 60 operai, e ieri lo ha schierato interamente sul campo. Confermando la volontà di riprendere i lavori.

«Fin dall’inizio – ammette Sebastiano Rao, responsabile del personale della Ics – la nostra volontà è stata quella di portare a termine i lavori per i quali ci siamo aggiudicati l’appalto. Il problema è esserci trovati nell’impossibilità di farlo. Con la questione dello stoccaggio delle terre all’arsenico che da due anni tiene in scacco il cantiere». Cantiere che, prima del blocco, è stato letteralmente stipato di terre di scavo. «Al punto che oggi – chiarisce Rao – ci sono all’interno delle aree di lavorazione qualcosa come mezzo milione di metri cubi di terra. È impossibile smuoverne altro senza una soluzione per lo stoccaggio».

Per questo, al lavoro, tornano per ora solo i dipendenti della Ics. Gli altri, quasi 200 persone, delle ditte che hanno in subappalto le attività di scavo, trivellazione e quant’altro, dovranno aspettare. «Ora – evidenzia Rao – tutto il nostro personale che era in cassa integrazione è tornato operativo. I mezzi sono stati schierati e si è ripresa lavorazione delle opere. Ovviamente sui fronti in cui possiamo operare». Interventi, quindi, che con riguardano né la galleria da scavare, né le trincee.

«Per questo – sottolineano dalla Ics – attendiamo che Rfi che è il nostro committente, ci indichi dove poter stoccare le terre. Noi poi potremo riprendere senza alcun ostacolo». Diventa così determinante l’individuazione di un’alternativa valida alla cava Rainer, il cui piano di stoccaggio, mai concretizzatosi ,ha creato il blocco. Così avanza, spedita, l’ipotesi della Cava Femar a Viggiù. Sempre a ridosso del cantiere. Sul punto sono in corso trattative sempre più fitte. L’accordo, nonostante il lavoro di Regione Lombardia ed enti locali, compreso il Comune di Viggiù, non è però ancora stato chiuso.

Ci sono, infatti, ancora divergenze di natura economica. Ma ufficiosamente viene fatta ventilare la possibilità di un passo in avanti entro breve. «Noi siamo ottimisti ma non entriamo nel merito di questa situazione – concludono dalla Ics – Di certo il fatto che i nostri dipendenti siano operativi va letto come un segnale positivo».

m.sada

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