Martedì 26 Maggio 2009

Castiglioni resta in carcere:
l'interrogatorio non convince il gip

Busto Arsizio Ha rigettato ogni accusa Stefano Castiglioni, il bustese di 41 anni fermato dalla polizia di Busto per l’omicidio del padre Paolo Castiglioni, 74 anni, rinvenuto cadavere domenica 17 maggio nella sua abitazione di via Monte Grappa. Interrogato ieri dal gip Donatella Banci in sede di udienza di convalida, Castiglioni junior ha ribadito quanto già dichiarato al pm nell’interrogatorio di venerdì scorso: «Non ho ucciso mio padre».

Il quarantunenne ha dichiarato al gip di aver visto per l’ultima volte il padre sabato 16 maggio: nell’occasione i due avevano discusso animatamente e il figlio ha ammesso di averlo colpito con un paio di ceffoni e nulla più. Sempre stando alla versione del quarantunenne, padre e figlio si erano visti nella serata di venerdì: il figlio avrebbe preparato a Paolo una minestra che, però, non avrebbe mangiato. Per gli inquirenti la ricostruzione del fermato è incongruente con gli elementi di prova raccolti. Per la polizia di Busto il pestaggio mortale (che ha causato al settantaquattrenne un trauma cranico, lo spappolamento di un rene, lesioni al fegato, rottura delle costole toraciche ed ecchimosi sul viso) sarebbe avvenuto tra giovedì sera e venerdì mattina. Per Stefano, invece, il padre era vivo sabato mattina: alcuni vicini avrebbero di fatto sentito le grida arrivare dall’appartamento di Paolo. Ma, in sede di verbale, gli stessi vicini hanno dichiarato di aver sentito soltanto la voce del figlio. Per l’accusa, Stefano, potrebbe aver inscenato un litigio, gridando a squarcia gola davanti al cadavere del padre in modo da essere udito e da crearsi un alibi.

A non quadrare, però, per gli inquirenti sono parecchi altri elementi: dalle 13 di venerdì l’utenza telefonica di Paolo è rimasta muta. L’uomo, in sintesi, ha smesso di rispondere al telefono. E Stefano mente, per l’accusa, quando ha dichiarato di essere stato a casa del padre venerdì: stando alle celle agganciate dal suo cellulare nella serata di venerdì l’uomo è rimasto almeno 6 ore in zona piazza Manzoni, ovvero dall’altra parte della città rispetto a via Monte Grappa. Sempre davanti al gip, Stufano ha dichiarato di essere proprietario di due appartamenti di famiglia: il padre aveva dato mandato di vendere una terza proprietà per trasferirsi in Africa con Mary, ivoriana di 25 anni, con il quale l’uomo aveva una tenera relazione da qualche tempo. E il movente economico, a carico del figlio, sarebbe confermato nell’astio che il quarantunenne manifestava nei confronti della ragazza ivoriana e nel volere tutelare la propria eredità. Per questo, per l’accusa, avrebbe massacrato il padre di botte sino alla morte.
Il gip Banci ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dal difensore Amanda Gugliotta: Stefano Castiglioni resterà in carcere. «E’ innocente – dice Gugliotta – e proveremo la sua estraneità ai fatti».
Simona Carnaghi

f.artina

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