Venerdì 25 Ottobre 2013

A Varese si pagherà con “M+”

L’alternativa all’euro in 13 negozi

La nuova forma di pagamento è attiva da oggi in tredici negozi, ma il circuito sarà presto più ampio

Un’idea nata in Svizzera nel 1932 per rilanciare i consumi, e che oggi viene ripresa a Varese, ma in versione high tech: Confesercenti la chiama “M+”, un nome breve e facile per il sistema che crea anche sul nostro territorio la moneta complementare «con cui in Svizzera è possibile addirittura accendere un mutuo», spiegano i promotori.

L’operazione M+ era stata annunciata alla fine di luglio, ma è oggi che comincia a tutti gli effetti: tredici negozi convenzionati in provincia, un numero destinato a crescere perché, come dice Davide De Gasperini della pizzeria Speranza, primo punto vendita varesino ad attivare M+, «i clienti sono entusiasti». Ieri sono stati consegnati ai negozianti aderenti al circuito le tessere da distribuire ai consumatori e degli smartphone con cui leggere i QR code delle tessere, attribuendo così i punti e il valore in moneta complementare al cliente.

«I telefonini hanno una app progettata appositamente, per leggere immediatamente i Qr code e attribuire punti ed M+ al cliente. Dopodiché, potranno controllare sul sito www. marketingpiu.com l’ammontare dei punti e delle monete complementari distribuite, per decidere più facilmente come e quando fare le promozioni che le comprendono», dice Alberto Formenti, direttore commerciale di Marketing Più, l’agenzia che ha lavorato a questa iniziativa.Non si tratterà dei «soliti» sconti, dice Formenti, «la moneta complementare sarà un diverso modo di pagare i beni o i servizi offerti dai negozi associati al circuito. Un po’ come pagare in parte in contanti e in parte col bancomat».

Con la differenza che la moneta complementare si genera automaticamente quando si paga in valuta corrente: un euro vale 50 cent di M+. Il commerciante decide, ad esempio, di far pagare i suoi prodotti al 70% in denaro e al 30% in moneta complementare.

«È cosa ben diversa da uno sconto, che sminuisce il prodotto e dà al cliente che compra a prezzo pieno l’impressione di essere stato preso in giro - dice ancora Formenti - è solo un altro metodo di pagamento».

In più, la moneta complementare è spendibile anche fuori Varese. Il circuito attivato da Marketing + ha punti vendita anche a Brescia, Cremona, Mantova, persino Trento. Chi si ritroverà nel portafogli una tessera con un credito M+ considerevole, potrà utilizzarla nei punti vendita convenzionati.

Esempi simili, per ora, ci sono in Sardegna, con il Sardex, che però funziona solo tra partite Iva, e il Napo di Napoli, con cui si riesce anche a pagare le bollette. Un obiettivo a cui tendere, secondo Formenti, che ha grandi speranze per l’iniziativa.

Varese

© riproduzione riservata