Amianto a Bosto, indaga la Procura

Amianto a Bosto, indaga la Procura

Il pm Ditaranto apre un fascicolo contro ignoti per l’abbandono di eternit vicino ai campi dei ragazzi. Subito le analisi dell’Arpa poi toccherà al Comune smaltire le lastre. Caccia aperta agli scaricatori

Eternit a Capolago: interviene la magistratura. Dopo le segnalazioni del pericoloso ritrovamento avvenuto martedì scorso a 12 metri di distanza dal campo sportivo del Bosto Calcio in via Torquato Tasso il pubblico ministero Sabrina Ditaranto ha aperto un fascicolo per smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi. Il pm ha messo sotto sequestro le lastre delegando Arpa ad eseguire, in tempi strettissimi, tutti i campionamenti necessari all’inchiesta. Il Comune dovrà quindi provvedere, in tempi altrettanto rapidi, allo smaltimento delle lastre.

La delega d’indagine è immediatamente stata notificata al comando di polizia locale di Varese: gli agenti sono già al lavoro per identificare i responsabili. La situazione è da considerarsi di massima urgenza per l’autorità giudiziaria: eternit significa amianto. In quantità non trascurabile: in tutto le lastre abbandonate hanno una superficie di 70 metri quadrati. A poco più di 10 metri di distanza da un campo sportivo dove 500, tra bambini, ragazzi e giovani, si allenano è da considerarsi un rischio.

Potenziale micidiale

Le fibre d’amianto si librano nell’aria: a distanza ravvicinata possono costituire un problema. Ora si lavora per capire quando l’eternit sia stato abbandonato. Difficile stabilirlo con esattezza. L’abbandono del materiale è presumibilmente avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, circa due giorni prima del ritrovamento: fino alle 19 di domenica il campo sportivo è stato regolarmente frequentato per le consuete gare del weekend e nessuno ha notato una presenza così evidente e così vicina ai confini dello stesso. Considerato il peso totale delle lastre, circa 900 chilogrammi, si presume che esse siano state trasportate mediante camion: un telo, probabilmente utilizzato per coprirle, compariva al loro fianco.

C’è però anche una seconda possibilità: il telo che copriva le lastre potrebbe essersi spostato a causa di vento o maltempo. Scoprendo l’amianto rimasto sino a quel momento nascosto. A quel punto le lastre potrebbero anche essere state scaricate, certamente di notte in modo da non essere notati, anche parecchio tempo prima del ritrovamento.

Questione di giorni

Risalire ai responsabili potrebbe richiedere del tempo. In zona non ci sono certo telecamere con filmati da poter visionare. Si tratta di un lavoro di raccolta di informazioni. In zona: se qualcuno ha visto qualcosa. O tra chi bazzica gli ambienti edili. La quantità di eternit ritrovata, non proprio trascurabile, difficilmente sarebbe stata scaricata lì da un privato.

Potrebbe trattarsi di materiali provenienti da qualche cantiere dove sono in corso lavori di ristrutturazione. L’eternit era purtroppo molto utilizzato negli anni 50 e 60. Smaltirlo ha un costo. Ma scaricarlo costa molto di più con sanzioni che possono arrivare a decine di migliaia di euro in base alla quantità di materiale smaltita abusivamente. Secondo gli intendimenti degli inquirenti le lastre potranno essere rimosse dal Comune, che è già stato allertato, nell’arco di pochissimi giorni.

La caccia allo scaricatore abusivo, che ha messo a rischio la salute di decine di bambini, è ufficialmente aperta.n


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