Busto festeggia i suoi primi 150 anni
Il sindaco Gigi Farioli consegna la maglia celebrativa (Foto by varese press)

Busto festeggia i suoi primi 150 anni

Ieri la celebrazione ufficiale per il secolo e mezzo di elevazione a città. Farioli: «Occasione per riflettere sulla nostra vocazione nel mondo»

Il gran giorno di Busto Città: fanno 150, buon compleanno. È festa in città: «Sia occasione per riflettere sulla vocazione futura». È l’augurio del sindaco Gigi Farioli, che nel suo discorso ha rivelato come «fu un investimento da trentamila lire per la costruzione di una scuola, uno dei motivi principali di crescita della comunità che spinsero il Regno a concedere a Busto Arsizio l’ambito titolo di Città». Ed è proprio sulla scorta di questa annotazione che il sindaco si propone di sfruttare «l’occasione delle celebrazioni dei 150 anni di elevazione a Città per riflettere sulla vocazione futura di Busto Arsizio nel mondo».

Un tema che intende porre alla base di una sorta di “manifesto” politico-culturale per guardare al traguardo-simbolo del 2020. Ieri però c’è stato spazio solo per la festa di compleanno, che per la prima volta nella storia ha messo insieme la Famiglia Bustocca e la Famiglia Sinaghina, le due istituzioni che più di tutte operano per tramandare la storia e le tradizioni cittadine. Insieme al Magistero dei Bruscitti, al Salumificio Bustese e agli Alpini, oltre ai tanti bustocchi che hanno voluto spedire la loro cartolina d’auguri alla città, tutte lette ieri al parco Milani.
Ma la prima tappa della festa è stata al Museo del Tessile, con la scopertura del modello in scala del borgo di Busto Arsizio nel 1859, un’opera che l’architetto Ivanhoe Gambini eseguì esattamente cento anni dopo, e che quindi «ci mostra com’era Busto prima di diventare città», come sottolinea l’architetto Augusto Spada, che ha seguito il restauro del “plastico” insieme a Franco Di Cara. La Biblioteca comunale ha realizzato una mostra di libri e documenti, selezionati tra gli oltre 800 testi della sezione di storia locale, che racconta la storia della Città dal 1864 ad oggi. “Busto Grande da 150 anni”, questo il titolo della rassegna, rimarrà esposta nelle vetrinette del piano terra per tutto il mese di novembre. «Una bibliografia sentimentale» la definisce la direttrice della Biblioteca Loredana Vaccani «realizzata con il cuore in occasione di questo importante compleanno».

Una miniera per gli appassionati di storia locale, impreziosita dall’immagine di un’opera di Ivanhoe Gambini risalente al 1935, una modernissima “Aerosintesi di Busto”, che affastella uno sopra l’altro i simboli architettonici più riconosciuti della città.
In mostra non ci sono solo i testi classici e affermati degli storici bustocchi (da Pio Bondioli a Carlo Azzimonti, da Bruno Grampa a Luigi Giavini, fino a Giuseppe Pacciarotti, Augusto Spada e altri), ma anche documenti sull’attività delle associazioni, delle aziende, delle scuole e delle società sportive bustocche.


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