«Camerati, attenti». E sfila il Ricordo
In centocinquanta hanno preso parte ieri alla manifestazione organizzata in occasione della Giornata del Ricordo: nessun disordine

«Camerati, attenti». E sfila il Ricordo

In 150 hanno preso parte ieri alla manifestazione di commemorazione delle foibe. Tanti tricolori. Cerimonia conclusiva in piazza Monte Grappa. Bardelli (Casa Pound): «Non strumentalizziamo»

Per la prima volta Varese ricorda con una grande manifestazione di piazza i martiri delle foibe. Numerosi i partecipanti, oltre 150, di diversi partiti e associazioni, riunite sotto la sigla del “Comitato 10 Febbraio”, che hanno sfilato in silenzio da piazzale Trieste, davanti alla stazione dello Stato, fino a piazza Monte Grappa.
Di fatto, anche questa unità di destra è stata creata solo per la commemorazione del Giorno del Ricordo, non è escluso, come ammettono gli stessi organizzatori (CasaPound, Forza Nuova, Dora) che in futuro non possano essere fatti nuovi eventi.
Per il momento, tuttavia, si pensa a ricordare i morti delle Foibe. «Ci accusano di voler strumentalizzare le vittime delle Foibe – commenta Gabriele Bardelli di CasaPound – peccato che se non ci fossimo noi, nessun avrebbe organizzato un momento di ricordo o commemorazione, fatte salve le celebrazioni del Comune. E il problema è anche come, da alcune parti di sinistra, viene affrontata la questione: per riconoscere l’effettiva tragedia che è stata, vogliono farci riconoscere una presunta colpa delle vittime. Invece, dal momento che in quelle terre le popolazioni italiane erano maggioritarie, la politica jugoslava mirava a mandarle via per poter egemonizzare il territorio».

«Caddero anche i partigiani»

Federico Russo di Forza Nuova aggiunge: «Si è trattata di una persecuzione contro gli italiani. L’Istria, la Dalmazia e tutte quelle terre sono sempre state caratterizzate dalla presenza di popolazioni italiane. Ricordiamo che nelle foibe caddero numerosi partigiani e religiosi».
Persone insomma che non solo non erano fascisti, ma antifascisti. «Questo è un dramma di italiani, non ha colore politico. Gli italiani hanno perso il loro diritto di vivere in terre che erano loro, hanno perso la loro identità».

Alessandro Limido, Dora, sottolinea come il ricordo non debba limitarsi solo al 10 febbraio: «A noi non interessa tanto il Giorno del Ricordo, perché per noi il ricordo è sempre, 365 giorni all’anno. Ma era giusto essere presenti oggi».
Presenti anche esponenti di Orizzonte Ideale, tra cui l’ex assessore Stefano Clerici e Leslie Mulas, che hanno aderito a livello personale. Anche se il movimento giovanile dell’associazione, Avanguardia Studentesca, vi ha aderito ufficialmente. Così come vi ha aderito la Fiamma Tricolore.
Il corteo si è snodato in silenzio dalla stazione a piazza Monte Grappa. Gli oltre 150 partecipanti hanno sfilato in ordine: le due file esterne tenevano in mano una fiaccola, le file centrali il tricolore.

Due ragazze con la corona

Ad aprire il corteo tre portatori di bandiere, che reggevano i vessilli di Istria, Fiume e Dalmazia.
Dietro di loro, sempre davanti al corteo, due ragazze reggevano la corona di fiori che hanno poi deposto in piazza Monte Grappa, vicino alla fontana. Qualche passo davanti alla prima fila un ragazzo che dava il ritmo della marcia con un tamburo.
Questo era l’unico suono della manifestazione, che si è svolta in rigoroso silenzio. Giunti in piazza Monte Grappa, si sono schierati, sempre in file ordinate, nell’area pedonale, dopo la deposizione della corona. Quindi hanno srotolato lo striscione con la scritta: “Nel ricordo non li avete uccisi”.
Poi il minuto di silenzio, annunciato dall’ordine: «Camerati, attenti». E la chiusura della manifestazione con un «Camerati, riposo». Un metodo che a destra viene ancora utilizzato durante le cerimonie per ricordare i caduti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA