Domenica 12 Aprile 2009

Gallarate, il fiuto dell'agente Skooby
porta dritto alla pistola sotterrata

Gallarate L’intuito investigativo degli agenti del commissariato di polizia di Gallarate e il formidabile fiuto di Skooby, labrador in forza all’unità cinofila antiesplosivo della polaria di Malpensa, scovano un’arma illegalmente detenuta da un uomo di 49 anni. E le manette sono scattate ai polsi di Filippo Lisandrelli, originario di Somma, da tempo domiciliato a Gallarate in via delle Betulle dove la pistola, una Beretta calibro 9 con matricola abrasa, è stata scoperta nella tarda mattinata di venerdì.
A Lisandrelli, con precedenti per rapina, detenzione di armi e contraffazione, gli uomini del vice questore Franco Novati sono arrivati dopo una lunga attività investigativa. E i fatti hanno dato loro ragione. Ma la pistola bisognava trovarla, e in casa non c’era traccia dell’arma da fuoco. A questo punto è entrata in scena Skooby che, unica cagnolina in mezzo ai tanti "colleghi" maschi a quattro zampe in forza a Malpensa, si è fatta valere in un lampo. Dietro l’abitazione di Lisandrelli, infatti, c’era un piccolo appezzamento di terreno: l’uomo, imprenditore edile, lo usava come deposito per i ponteggi e come orto.
Skooby è scesa in campo e ha puntato dritta verso un bancale in legno appoggiato a terra. Spostato il bancale la cagnolina, con rigorosa pettorina targata polizia, ha continuato a segnalare. E gli agenti hanno iniziato a scavare: sotto oltre mezzo metro di terra, chiusa in una scatola di metallo, a sua volta avvolta in cellophane e carta, c’era l’arma. E l’eccezionale fiuto di Skooby ha superato tutte queste barriere.
Lisandrelli è stato quindi accompagnato in carcere e adesso si trova a disposizione del magistrato di turno. La pistola, invece, sarà inviata alla polizia scientifica per le analisi balistiche e tutte le comparazioni del caso. La Beretta, infatti, è di sicura provenienza illecita. Certamente è stata utilizzata ed era tenuta in ottimo stato: pulita, ben oliata e con sette cartucce nel caricatore. La matricola è stata abrasa per renderne irrintracciabile la provenienza. Tuttavia il numero identificativo potrebbe essere riportato alla luce dalla scientifica, mentre le rigature su bossoli e proiettili, potrebbero, una volta comparate con le migliaia di informazioni raccolte nell’archivio Ibis, svelare se l’arma è stata utilizzata per commettere reati e, se sì, in quali occasioni. Lisandrelli è il secondo uomo con precedenti arrestato per detenzione illegale d’arma da fuoco in due giorni a Gallarate. I due episodi, però, a detta degli inquirenti non sarebbero collegati.
Simona Carnaghi

f.artina

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