Domenica 15 Giugno 2014

Il gioiellino per manager e vip

ha il cuore che batte al femminile

Varcando il cancello in ferro battuto che domina piazza Beccaria, rimasto identico da più di duecento anni, si entra in una dinastia al femminile: quella che conduce l’Hotel Europa, neoclassico nella struttura come le quattro colonne che aprono il varco e le loro replicanti a sostegno dell’ingresso spettacolare della palazzina, dove si narra abbia soggiornato Napoleone.

Laura e Mara Baila sono le deliziose sorelle che, assieme all’ottantenne mamma Maria, conducono per tradizione di famiglia l’importante struttura nel cuore della città, perfettamente in sintonia con lo stile sobrio e di classe che le avvolge sin da quando erano bambine. Una storia che prende avvio nel 1978, anno in cui il palazzo privato della famiglia Babini Cattaneo, affittato da tempo al Comune per le Acli, viene trasformato in hotel dalla mano sapiente di papà Ferdinando e dalla lungimiranza di mamma Maria.

«In realtà parte dieci anni prima» precisa Mara - 47 anni. «I nostri genitori avevano rilevato nel ’68 il ristorante di Vittorio, sempre di proprietà dei Babini Cattaneo. Mio padre Ferdinando, più noto con il nome di Pierino, classe 1921, era un maître d’hotel di formazione elvetica originario di Novara. Fu attirato a Varese dalla vicenda del Vittorione – così lo chiamavano i varesini per via dell’enorme stazza – che stava per chiudere: personaggio notissimo, da lui arrivavano a frotte i milanesi. Prese i voti minori da diacono e nel ‘68 lasciò il ristorante, dicendo: “Smetto di dare da mangiare ai ricchi e mi metto a dare da mangiare ai poveri”. Fondò una missione in Uganda e mio padre rilevò il suo locale».

«Vittorio scelse di dare in gestione ai nostri genitori il ristorante nonostante ci fossero acquirenti che offrivano di più» prosegue Laura, maggiore di cinque anni.

«A lui interessava la professionalità. Fu solo nel ’78, però, che i miei, con un grande atto di coraggio finanziario, acquistarono sia il ristorante che l’edificio annesso, l’attuale hotel, un’unica proprietà che fu necessario ristrutturare in toto. Fu mia madre, la vera figura manageriale della famiglia, a dirottare la scelta: da qui parte la nostra storia al femminile». Due personalità che si compensavano, quella della signora Maria, che si fece carico della gestione dell’hotel, e il marito Pierino, l’artista di famiglia e ristoratore.

«In Varese era arcinoto per le sue specialità alla fiamma. Aveva girato il mondo sulle navi ed era un grande showman in sala, nonostante avesse un cuoco di supporto: negli anni Settanta è immortalato anche dalla Guida Veronelli».

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