«Il pensiero unico renziano è una moda»
1Giuseppe Civati arriva all’assemblea del Pd (12 dicembre) 2 Civati con Matteo Renzi alla Leopolda nel 2011 3 Civati con alcune delle lavoratrici dell’Unità 4 Pippo Civati con l’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani durante il voto di fiducia (2013) 5 Civati, ai tempi rottamatore

«Il pensiero unico renziano è una moda»

Franco Ferraro, caporedattore di Sky Tg24, torna con “Venti domande per me (posson bastare)”. Il protagonista, questa settimana, è Giuseppe Civati, parlamentare del Partito Democratico, già candidato segretario del partito contro il premier Matteo Renzii

1) Civati, la prima gliela scodello così: che cos’è il “pensiero unico renziano”?


È una moda prima che una cultura politica: veloce, polemica, contro un nemico spesso immaginario, per esaltare se stessi. Sul piano politico si colloca al centro, con uno sguardo a sinistra e due a destra.

2) Trotsky sosteneva che «la massa è assai paziente ma non è fatta per niente da argilla plasmabile a piacere…. ». Però la massa sembra seguire il segretario e premier…


L’argilla si è consolidata soprattutto nell’astensionismo e nel rifiuto di tutto e tutti.

3) A che cosa serve un’opposizione nel Pd?


Serve un pensiero critico e le minoranze fanno bene, sempre.

4) Un paio di mesi fa ha detto che «una scissione sarebbe una follia, ma Renzi la cerca con una riforma del lavoro di destra». Ancora con sta’ destra…


Beh, lo dica a Renzi. A lui piace far contenti Sacconi e Lupi.

5) Lo ha sottolineato, stizzito, più volte: «Civati non è un gufo». Le credo. Le alternative? Condor, cobra, squalo?


Al massimo un picchio.

6) Il voto in primavera è il sogno proibito di Renzi?


Certamente.

7) Il Patto del Nazareno è sotto la tenda a ossigeno o avrà vita lunga?


Secondo me il Nazareno, per sua natura, è immortale.

8) Chi vorrebbe al Quirinale dopo Napolitano?


Un uomo o una donna dello spessore di Prodi o Bonino.

9) Il Capo dello Stato ha recentemente ammonito la Camusso: «I sindacati rispettino le prerogative del Governo...».


Mi sembra forte.

10) Berlusconi è finito?


Non appena lo dici, ritorna.

11) Grillo sta per finire?


Mi sembra stanco e confuso.

12) Il Pd in Lombardia se la deve vedere con un Salvini agguerrito e motivato. Teme il nuovo corso leghista? Nessun punto in comune?


È naturale che esista la destra.

13) Nelle primarie di un anno fa a Varese lei superò in dirittura d’arrivo Cuperlo. Renzi stravinse, ma si avvertì una forte voglia di sinistra anche in un feudo lumbard come questo….


Esiste anche la sinistra.

14) Roma è squassata dall’inchiesta Mafia Capitale. Il sindaco Marino e il Pd nella bufera. Meglio andare a votare?


Marino mi pare al di sopra di ogni sospetto. Il Pd renziano voleva fare fuori lui: il problema invece sono praticamente tutti gli altri.

15) Ricorda quel passaggio fulminante e micidiale di Edmondo Berselli in cui diceva che «la sinistra dovrebbe cominciare a dire la verità, ma riesce difficile perché la sinistra crede di essere la verità e non sente il bisogno di dirla…».


L’importante è cercarla sempre, la verità.

16) Un intellettuale controverso come Nicolas Gomez Davila scrisse: «Il militante comunista prima della sua vittoria merita rispetto. Dopo non sarà che un borghese indaffarato». Ma tanto in questo Paese il comunismo non c’è più… o no?


Il comunismo no, la tradizione del Pci, la sua storia, i suoi riferimenti mi paiono invece presenti.

17) Un altro intellettuale, questa volta italiano, uomo di destra senza ripensamenti, Fausto Gianfranceschi provocava: «La sinistra è una professione, la più promettente». Ci si riconosce?


No.

18) L’ultimo film visto…


Woody Allen.

19) L’ultimo libro letto…


Paolo Nori.

20) L’ultimo errore fatto…

Avere risposto a questa intervista. Sorrisino.


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