Sabato 21 Dicembre 2013

La burocrazia schiaccia i Comuni

Serrata in municipio per protesta

Il Comune di Inarzo ha deciso di chiudere i battenti per due settimane: un segno di protesta per la burocrazia

INARZO

Comune chiuso per eccesso di burocrazia statale. Singolare protesta da parte del Comune di Inarzo: serrande abbassate e cancelli chiusi dal 23 dicembre fino al 6 gennaio, ma questa volta le festività natalizie non c’entrano.

Saranno, però, salvaguardati i servizi essenziali e la gestione delle emergenze attraverso la reperibilità a cui avrà accesso il sindaco. Il primo cittadino, Mauro Montagna, ha deciso che per due settimane gli uffici comunali non saranno accessibili per dare un segno di insofferenza profonda contro il centralismo governativo.

È lo stesso sindaco Mauro Montagna a spiegare in una nota i motivi che lo hanno spinto a una decisione tanto clamorosa. A suo avviso l’indipendenza economica e istituzionale di un ente piccolo come Inarzo è messo a dura prova dai vincoli burocratici che ne minerebbero i margini di manovra.

«Sono davvero troppi – scrive il primo cittadino in una nota diffusa ieri – i vincoli burocratici pensati per correggere e guidare le scelte degli enti locali. Risultano spesso anacronistici nella loro applicazione, ma soprattutto costringono le azioni e strategie a una asfissia cronica incapace di mettere in atto i cambiamenti necessari per rispondere alle nuove esigenze di questi tempi difficili, come nel caso della ludopatia». Le riforme istituzionali non convincono, la burocrazia resta opprimente anche per i piccoli Comuni, così Inarzo ha deciso di far sentire la propria voce a modo suo.

«La serie delle riforme avviate negli ultimi tre anni – insiste il sindaco Montagna - non ha riguardato, se non per piccole misure civetta, la sproporzionata burocratizzazione dell’attività amministrativa: gli enti locali hanno l’esigenza di essere liberi nel definire come meglio gestire le risorse. La situazione, accompagnata da una sostanziale e manifesta incapacità di individuare percorsi per affrontare la crisi economico-finanziaria e di predisporre importanti riforme in tutti i campi, non è più sostenibile».

Il sindaco si è rivolto così alle istituzioni romane: «Chiediamo al Governo e al Parlamento – aggiunge il primo cittadino - di applicare e far applicare l’articolo 81 della Costituzione con una legge costituzionale che provveda a obbligare ogni ente alla singola sostenibilità finanziaria che a caduta determinerà la sostenibilità complessiva della finanza pubblica». L’attività di protesta è stata concordata con il personale che nel periodo usufruirà dei giorni di ferie arretrati accumulati negli ultimi tre anni per soddisfare le richieste aggiuntive del Governo.

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