La Gioeubia cambia sapore: sì alla luganega
Al rogo con la Gioeubia anche le brutte notizie dell’anno passato

La Gioeubia cambia sapore: sì alla luganega

Busto rispolvera le sue origini: falò, poi riso e salsiccia in piazza. Quindici roghi pronti a bruciare

BUSTO ARSIZIO - Gioeubia 2015 all’insegna dell’ortodossia: dopo il falò, in piazza si mangia risotto e luganiga. L’appuntamento è per giovedì 29 gennaio. Nella presentazione a Palazzo Gilardoni, il sindaco Gigi Farioli ha ripetuto la frase di Gustav Mahler a cui ha già fatto cenno nei discorsi di inizio anno: «La tradizione non è il culto delle ceneri ma la custodia del fuoco». Tanto più azzeccata quando si parla di un fantoccio messo al rogo, come vuole la tradizione bustocca, per liberare la città dai guai del passato.

Forze in campo

«Il senso della festa della Gioeubia non è la cenere che se ne va ma il focolare che ci riscalda e ci unisce» sottolinea il sindaco.
Come da tradizione, riferendoci qui solo agli ultimi anni di iniziative culturali e aggregative, è la rete dell’associazionismo cittadino il vero protagonista dell’evento, con la regia dei custodi delle tradizioni (Famiglia Bustocca, Famiglia Sinaghina e Magistero dei Bruscitti) e l’operatività del Distretto urbano del commercio. Anche quest’anno il giovedì della Gioeubia avrà il suo fulcro prima nel parcheggio Agesp di via Einaudi, dove attorno alle 19 ci sarà il “campo centrale” dei tanti falò previsti in città, poi in piazza San Giovanni, dove dalle 19. 30 circa Comune e Distretto invitano i cittadini a gustare un piatto fumante di “risotu cun’t luganiga”.
Sì, è questa la novità di questa edizione della Gioeubia: il risotto con la salsiccia che l’ortodossia della tradizione indica (al posto della mitica polenta e bruscitti) come il piatto tipico della festa del “dì scenèn”, così si chiamava in dialetto bustocco.

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«Nell’anno di Expo, la novità del risotto rappresenta un modo per coltivare la tradizione gastronomica in maniera corretta - precisa il sindaco Farioli - senza rinnegare il piatto che negli anni è stato al centro della festa di piazza, la polenta e bruscitti, che resta il piatto principe della tradizione bustocca e per celebrare il quale, nel 2012, è stato ufficialmente istituito “ul dì di bruscitti”, che ricorre il secondo giovedì di novembre».
A fare da apripista, alle 10 del mattino, sarà la Giöbia della casa di riposo La Provvidenza, che verrà messa al rogo in cortile. L’evento, ricorda la responsabile animazione della struttura Sara Gioia, «sarà aperto sia agli ospiti che al pubblico, nella speranza che si possa lasciare alle spalle e tra le fiamme il passato per abbracciare con entusiasmo il futuro».
Ma saranno una quindicina in totale le “streghe” messe al rogo da associazioni, scuole, partiti, gruppi e parrocchie. Sparse sia in centro (esposte in piazza Santa Maria durante la giornata) che nei quartieri (in via Sardegna, via Cassano, Madonna Regina, Redentore, Beata Giuliana, Pime, Club Boschessa e parco Campone).


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