La storia di Radio Busto diventa un film  Soltanto la Rai continua a snobbarla
Giovanni Lombardo diventa “bustocco ad honorem” il 24 giugno 2013

La storia di Radio Busto diventa un film

Soltanto la Rai continua a snobbarla

La Lux dedica un lungometraggio all’emittente che comunicò al mondo la Liberazione. Giovanni Lombardo, che lesse il comunicato, premiato da Busto ma non dall’azienda

BUSTO ARSIZIO - La storia di Radio Busto Arsizio, l’emittente che per prima il 25 aprile del 1945 comunicò la Liberazione dell’Italia in tutto il mondo, diventerà un film, a cura della casa Lux. E colui che trasmise quel comunicato, il neocentenario Giovanni Lombardo, “bustocco ad honorem” dal 2013, attende ancora «un riconoscimento dalla Rai». Il sindaco Gigi Farioli ricorda: «La Rai lo ha dimenticato, ma Busto Arsizio no». Giovanni Lombardo, palermitano di origine ma torinese di adozione, è stato a Busto poco più di due anni fa, per ritirare la benemerenza di “bustocco ad honorem”, assegnata su segnalazione della Famiglia Bustocca.

Il messaggio del Comitato

Era capo-centro del gruppo trasmettitori Eiar di Busto, quando il 25 aprile del 1945 la Radio a onda corta di Busto Arsizio diffuse per prima il comunicato, ricevuto negli Stati Uniti e in Africa (in Italia solo in Sicilia, perché le onde corte trasmettono a lunga distanza, ndr), della liberazione del Nord Italia, della dichiarazione della caduta del regime fascista e l’invito alla popolazione a partecipare alla liberazione per ordine del servizio segreto americano e del Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia. Motivo per cui il Ministero della Difesa, nel 1995, premia il Comune di Busto Arsizio con la medaglia di bronzo al valor militare. «Grande è stata la dedizione dell’ingegner Lombardo nella diffusione, nell’approfondimento, nella valorizzazione e nella memoria di tale avvenimento» si legge nella motivazione della benemerenza civica. «L’unico rimpianto - ha dichiarato qualche giorno fa Lombardo a “La Stampa” di Torino - è di non aver mai ricevuto un riconoscimento da RadioRai». L’ingegnere infatti, che era stato trasferito alla stazione radio di Busto Arsizio a guerra iniziata, dopo la Liberazione fu licenziato perché per Eiar non avrebbe dovuto eseguire gli ordini di Enrico Tosi, uno dei capi della Resistenza in città, e dell’agente segreto Usa Aldo Icardi, che avevano sequestrato la stazione radio.

Vista dai suoi occhi

E se l’ingegner Lombardo lo scorso 28 luglio ha compiuto un secolo di vita, la sua straordinaria storia, e quella di Radio Busto Arsizio, presto saranno sul grande schermo. La casa cinematografica milanese Film Lux è infatti in fase di pre-produzione con un lungometraggio di 120 minuti, dal titolo “Radio Busto - la voce della libertà”, su sceneggiatura di Rocco Moliterno e di Elena De Varda, che osserva gli anni della seconda Guerra Mondiale con gli occhi dell’ingegner Lombardo. «Un’altra vicenda che dimostra quanto Busto sia ombelico della storia - sottolinea il sindaco Farioli - siamo orgogliosi di aver celebrato Giovanni Lombardo e la sua vicenda storica e umana consegnandogli una civica benemerenza».


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