«Le figlie di quella donna meritano tutta la verità»
Cinzia e Tina Piccolomo, le figlie di Marisa Maldera, che da 14 anni cercano la verità sulla morte della loro madre (Foto by Archivio)

«Le figlie di quella donna meritano tutta la verità»

Carmen Manfredda, sostituto Pg di Milano, spiega le motivazioni che l’hanno spinta a riaprire il caso del killer delle mani mozzate

Giuseppe Piccolomo è un ergastolano. La condanna al fine pena mai per l’omicidio di Carla Molinari è definitiva.

Perché allora riaprire un caso chiuso, non senza difficoltà, sulla morte della sua prima moglie? È Carmen Manfredda, il sostituto procuratore generale di Milano che ha avocato il fascicolo impegnandosi a non lasciare alcuna via intentata a rispondere. Brevemente, come nel suo stile. «Perché io credo che Marisa Maldera meriti giustizia – ha detto ieri Manfredda – Fatta salva la presunzione di innocenza per Piccolomo che non è in discussione, io credo che le figlie di Marisa Maldera meritino la verità. Merito di sapere con certezza come è morta la loro madre. E perché». Manfredda non ha aggiunto altro, ne ha fatto rivelazioni sulle indagini. Non ha svelato alcun dettaglio. L’inchiesta pare però a buon punto.

Ieri è stato eseguito un esperimento giudiziario per confermare o smentire la versione fornita da Piccolomo su quello strano incidente. L’uomo ha dichiarato di aver cercato di salvare la moglie ustionandosi le mani. Dal fatto, però, Piccolomo è uscito praticamente illeso. E le figlie, Tina e Cinzia, hanno sempre dichiarato che il padre, con spietatezza, ha sempre raccontato loro di aver visto le mani della moglie, la loro mamma, picchiare contro i vetri dell’auto.

E la pelle, infine, sciogliersi con il calore. La portiera era bloccata davvero? Oppure Maldera fu drogata per essere resa meno reattiva e morire in quell’auto? I tossicologici eseguiti sui vetrini post autopsia qualche mese fa rivelano la presenza nel sangue della donna di farmaci. Farmaci, seppur in quantità non massiccia, che stando alle figlie e al medico di famiglia Maldera non aveva mai assunto e che nessuno mai le ha prescritto.


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