Giovedì 25 Settembre 2014

Non solo alghe: ecco chi uccide il lago


(Foto by Varese Press)

Varese

Uccelli voraci che si cibano di tonnellate di pesci ogni anno e uomini dall’identità oscura che, contro ogni regola, fanno razzia di tutto quello che trovano. Non solo alghe per il lago di Varese: il malato soffre anche di altri problemi.

Morbi - o pseudo tali -non certo sconosciuti a queste latitudini, ma di sicuro perseveranti nell’incidere negativamente sul nostro bacino e sul suo patrimonio ittico, pur facendo meno notizia dei cianobatteri.

Si tratta di cormorani e della pesca di frodo. Sulla prima questione la divisione è netta: c’è chi considera questa specie di uccelli svernanti sulle sponde varesine come presente in numero troppo elevato per non costituire un problema alla conservazione della fauna ittica e sollecita una soluzione e chi, invece, li ritiene assolutamente non dannosi, chiedendo di preservarli o quantomeno di cercare altri colpevoli.

Sono capaci di furti e ritorsioni

Sulla seconda si è più o meno tutti d’accordo: il bracconaggio esiste e va a danneggiare soprattutto coloro che con i prodotti del lago ancora vivono.

Nell’affrontare l’argomento, però, si entra in un’atmosfera ancora più torbida dell’acqua lacustre dell’ultimo mese.

Si varca infatti un mondo fatto di licenze non pagate, di raid compiuti nell’intento di mettere reti con la complicità dell’oscurità notturna, di singoli alla caccia degli esemplari pregiati rimasti e di “gruppi” organizzati che, invece, cercano la quantità più che la qualità, facendo man bassa delle specie alloctone che da noi non hanno alcuna commercializzazione.

Si parla anche di gente senza scrupoli, capace di furti e ritorsioni, nell’accezione più appropriata quindi di criminali. C’è dunque una sorta di timore ad esporsi sull’argomento. Lo fa Pietro Ceccuzzi, biologo freelance, ricercatore e responsabile scientifico dell’Incubatoio Ittico provinciale Tinella ’72, una persona che vive per il lago e combatte, non solo professionalmente, per la sua salute.

«Tra i guai del nostro specchio esiste anche questo – afferma – E non va sottovalutato: ci sono, per esempio, abusivi che vanno a prendere il luccio perca dove depone le uova o chi mette reti ovunque e senza alcuna autorizzazione».

Polizia provinciale e Gev

Lo conferma Fausto Gambaro, coordinatore delle Guardie ecologiche volontarie del Comune di Varese: «Sulla sponda comunale il nostro corpo ha effettuato, nel recente passato, alcuni controlli nel corso dei quali abbiamo rilevato un’attività sospetta soprattutto notturna».

Ma le Gev, pur avendo ora anche l’abilitazione come guardie ittiche, non sono dotate delle prerogative che consentano loro di intervenire.

Chi le ha, invece, assicura un’attenzione costante al fenomeno: «Il problema c’è ma stiamo continuando a combatterlo – asserisce Angelo Gorla, comandante della Polizia provinciale – Su espressa richiesta del Commissario Dario Galli, abbiamo intensificato il presidio, sequestrando reti non segnalate e perseguendo alcuni soggetti. La pesca di frodo impoverisce un patrimonio di tutti».

Non solo alghe, dunque, sebbene di quest’ultime si continui a parlare: il consigliere comunale Alessio Nicoletti di Movimento Libero ha formalizzato ieri la richiesta di convocare quanto prima la Commissione Ambiente, «per discutere dello stato di salute del lago di Varese e delle iniziative che si intendono intraprendere per il suo tanto agognato risanamento».

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