«Ora basta conflitti, impegniamoci tutti»
Un’immagine delle celebrazioni per il 4 novembre davanti al monumento dei caduti

«Ora basta conflitti, impegniamoci tutti»

L’appello del prevosto di Busto, monsignor Pagani, in occasione delle celebrazioni per il 4 novembre. «Non basta più essere critici: è arrivato il momento di fare per il bene comune. Istituzioni comprese»

BUSTO ARSIZIO - «È il momento di operare per il bene comune. Non basta il rilievo critico, va unito alla responsabilità creativa». È l’appello all’impegno, «anche nelle istituzioni», che il prevosto di Busto Arsizio, monsignor Severino Pagani, lancia alla città in occasione delle celebrazioni del 4 novembre, giornata dell’unità nazionale e delle forze armate, che si sono tenute ieri mattina. «Basta conflitti, impegniamoci tutti».

Nel corso dell’omelia al Tempio Civico, dove ha celebrato la messa di fronte alle autorità civili, tra cui il prefetto di Varese Giorgio Zanzi, e militari, monsignor Pagani pronuncia un discorso che assomiglia molto ad una sorta di “chiamata alle armi” alla partecipazione alla vita della comunità, e non solo di quella cristiana da lui guidata.
«È giusto il rilievo critico quando c’è qualcosa da migliorare - sottolinea il prevosto - ma non può essere fine a se stesso, deve essere unito ad una responsabilità creativa. Quest’ultima non c’è se non è accompagnata da un’analisi seria e verace della realtà». Parole nette, rivolte ad una città (ma in questo Busto Arsizio non è certo un’isola) in cui spesso si sentono molti lamenti ma poi si vedono pochi individui disposti a mettersi in gioco e ad assumersi le responsabilità di trovare delle soluzioni.
«Dobbiamo essere presenti, rispondere alla chiamata del Signore “se c’è bisogno di me, io ci sto”» sottolinea Pagani. Ma il suo, appunto, non è un discorso limitato alla comunità cristiana. «Anche nelle istituzioni, nella vita della città, bisogna dichiararsi disponibili». A partire dal quotidiano e dalle piccole cose: «Se solo riuscissimo a rendere meno solo qualcun altro, anche lui non soffrirebbe» afferma Pagani, parlando di «solidarietà», come modo per superare un’«abitudine alla solitudine» e come forma di «impegno per il bene comune». Secondo il Monsignore, «è particolarmente urgente prendersi a cuore del bene comune, al di là delle differenze e degli interessi di parte. Deve stare a cuore a tutti, perché è meglio l’affetto del conflitto».
Però la partecipazione deve avere dei requisiti, non basta essere presenti per sentirsi in pace con la coscienza, non basta la buona volontà, servono anche competenza, onestà, spirito di iniziativa e gratuità. Ecco l’“identikit” del prevosto: «Abbiamo bisogno di persone che operano per il bene comune con spirito di iniziativa, con stile di onestà, senza secondi fini. Ciascuno mettendo a disposizione le competenze che ha, senza cercare prestigio. Non basta la buona volontà, serve competenza, con animo di gratuità e un grande desiderio di pace».

Pagani si dice «fiducioso che emergano persone così che sarebbero un grande dono per la nostra città». Poi chiude con un «sincero ringraziamento» a tutti gli operatori della sicurezza e dell’ordine pubblico presenti, dalle forze armate del comando Nato di Solbiate Olona alle varie forze dell’ordine del territorio, dalla polizia locale alle associazioni benemerite. Anche il sindaco Gigi Farioli, che ha guidato le tappe delle deposizioni delle corone di fiori ai vari monumenti ai caduti, si unisce al «senso di riconoscenza» per i vari operatori, ma riafferma anche il concetto espresso dal prevosto: «la comunità locale è un valore aggiunto, è più dei suoi cittadini. Nel cambiamento vorticoso dei decenni, dobbiamo esprimere una fedeltà non nostalgica ai valori della memoria e il coraggio di declinarli al futuro».


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