Mercoledì 28 Maggio 2014

«Rifiuti zero, qui si può fare»

Il guru Connett strega Busto

L’inceneritore Accam di Borsano, da anni al centro delle polemiche

Stop all’inceneritore, ora si ragiona sul serio. In città è arrivato il guru della strategia “Rifiuti zero”, Paul Connett: «Non siamo contro la produzione, ma smettere di distruggere risorse si può».

Ad ascoltarlo a Villa Tovaglieri una sala strapiena: dai vertici di Accam al sindaco Gigi Farioli, fino alla consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Paola Macchi e ai rappresentanti del fronte “no revamping”, riunito attorno al comitato ecologico di Borsano e all’eco-istituto Ticino.

L’esempio di Capannori

Connett, scienziato statunitense, ha illustrato il decalogo per la sua strategia Zero Waste, già realizzata a San Francisco ma anche nel Comune toscano di Capannori, dove lo stesso Connett presiede il comitato scientifico.

Al suo fianco Enzo Favoino, esperto della scuola agraria del Parco di Monza, che è stato indicato dai comitati nel tavolo di lavoro tra Regione, Accam e Comuni per decidere le sorti del revamping dell’inceneritore. «Il problema dei rifiuti - ha spiegato l’esperto americano - non si risolve con le migliori tecnologie o con le macchine magiche, ma con la testa. Perché una persona intelligente risolve i problemi, ma una persona saggia evita di crearli».

Il principio di Connett si fonda su tre R lasciate alla responsabilità della comunità: «Riduzione, riuso e riciclo». E su un’altra R, che compete all’industria: «Ridisegno degli imballaggi e dei prodotti».

Le quattro R

I dieci step suggeriti da Connett sono: separazione domestica, raccolta differenziata porta a porta, compostaggio, centri di riciclaggio, centri per il recupero e la riparazione degli scarti, riduzione dei rifiuti, incentivi economici (tariffa puntuale sul modello di Castellanza: «Più produci rifiuti, più paghi»), impianti di separazione del rifiuto residuo, centri di ricerca per studiare innovative soluzioni di design industriale per la produzione e, infine, discariche temporanee per i materiali inerti non riciclabili.

«L’inceneritore punta a far sparire i rifiuti, mentre questa nostra strategia vuole renderli molto visibili, per renderci consapevoli della necessità di minimizzare gli scarti». Il comitato Rifiuti Zero ha consegnato 3.500 firme al sindaco per dire no al revamping.

© riproduzione riservata