Mercoledì 12 Marzo 2014

Sì, con la cultura si mangia

Chiedete alle edizioni dEste

Nasce come associazione culturale e si trasforma in impresa. Otto soci sono le fondamenta delle edizioni Deste di Varese, un marchio editoriale, ma anche un laboratorio per l’organizzazione di eventi culturali in generale e letterari nello specifico. La realtà varesina dimostra che essere giovani e investire nella cultura è premiante e può trasformarsi in impresa. «Nasciamo come associazione culturale - racconta Annalisa Brugnoni, social media manager - Con sede al caffè La Cupola, che è uno storico caffè letterario di Varese». Nel novembre 2013 l’associazione si trasforma in società: oltre ad Annalisa nel novero dei soci compaiono due scrittori, Massimiliano Comparin e Giuseppe Barone, Alessandro Campi, Massimiliano Condello, Clemente Condello, Adelio Airaghi e Luigi Pastore.

Il primo libro editato nasce da un concorso letterario lanciato proprio al caffè La Cupola: «Abbiamo devoluto i proventi a un’associazione, un centro d’ascolto, che si occupa di donne operate al seno - racconta Annalisa - Da quell’esperienza il marchio editoriale ha preso il via».

All’editrice Deste si deve il gioiello “Confessioni di un pazzo di raro talento”, di Alfredo Tocchi, arrivato al numero uno nella sezione bestseller di Amazon. E ancora di Sergio Scipioni, ex finanziere, la raccolta di fiabe “Le favole di nonno Sergio”, dedicata proprio al nipotino dell’autore che sta lavorando ad un nuovo romanzo che racconterà il contrabbando nell’Italia degli Anni di Piombo. «Siamo molto legati al territorio - spiega Annalisa - In occasione di Expo 2015 stiamo preparando un evento ad hoc. Non voglio svelare troppo ma parliamo di cucina tipica del territorio dei laghi...coinvolgeremo anche alcuni ristoranti».

Deste ha scelto di investire molto sugli eBook: «Rendono la cultura a portata di tutti - spiega Annalisa - Ma non vogliamo abbandonare il cartaceo che ha un suo settore di pubblico affezionato». I segreti del successo di questo sodalizio? «Tanta positività - conclude Annalisa - la cultura vale sempre la pena di un rischio. La crisi c’è ma noi abbiamo scelto di affrontarla con ottimismo. Le soluzioni per riuscire ci sono. Il segreto è la capacità di adattamento, soprattutto al mercato». S. Car.

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