Sul muro «Farioli fascista»  Ma la gente sta col sindaco
La scritta comparsa sui muri domenica a Cassano durante la cerimonia dedicata al partigiano Venegoni

Sul muro «Farioli fascista»

Ma la gente sta col sindaco

Il primo cittadino: «Chi ha scritto quelle parole perde credibilità». Messaggi di condanna e di solidarietà da tutto il mondo politico

BUSTO ARSIZIO - A Cassano Magnago si commemora il partigiano Mauro Venegoni, e sui muri spunta la scritta «Farioli fascista e ciarlatano». Piovono attestati di solidarietà bipartisan, mentre lui risponde così: «Io fascista? Chi ha scritto quelle cose sarebbe stato dalla parte di quelli che avevano espulso Mauro Venegoni dal suo partito».
Fa discutere la scritta apparsa su un muro di Cassano Magnago, lungo il percorso del corteo della commemorazione al partigiano Mauro Venegoni (ucciso dalle Brigate Nere nel 1944) in cui il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli era relatore ufficiale. «Farioli fascista e ciarlatano. Mai un passo indietro» le parole che hanno stupito molti, per strabismo, visto che l’appartenenza liberale di Farioli è nota, come la sua assiduità nel partecipare alle manifestazioni del 25 aprile e alle commemorazioni per Venegoni e per i deportati della “Comerio Ercole”.

«Applausi e affetto»

«La risposta migliore a quella scritta, che ho visto integralmente solo alla fine della cerimonia - così commenta il sindaco Farioli - sta negli applausi, nella vicinanza e nell’affetto della stragrande maggioranza dei presenti e nei messaggi ricevuti ieri da tanti antifascisti. Ma sta anche nelle parole quasi profetiche che ho pronunciato domenica, parlando di onestà della memoria». Farioli aggiunge, con un po’ di vena polemica per i “graffitari”: «Ho l’impressione che chi ha vergato quella scritta si sia sottoposto al pubblico ludibrio e abbia perso credibilità, ma anche che sarebbe stato più facilmente tra coloro i quali avevano espulso Mauro Venegoni dal suo partito, lui che amava la “parresìa” (la libertà di parola, ndr) più della “pravda”». Farioli fa riferimento al fatto che il partigiano, in confino alle Tremiti, era stato espulso dal Pci di Togliatti, e mai più riammesso.

Le reazioni

Numerose le reazioni politiche. Il capogruppo di Forza Italia Enrico Salomi ha scritto una lettera al sindaco per esprimergli «solidarietà umana personale e politica» (a cui si è aggiunto il consigliere regionale azzurro Luca Marsico), ma ha chiesto anche al presidente del consiglio comunale Diego Cornacchia, «di coinvolgere l’intero ufficio di presidenza» nella condanna. «Farioli fascista? Proprio no» afferma Salomi. «Solidarietà» anche da Erica D’Adda, senatrice Pd: «Farioli è un antifascista e antitotalitarista, lo confermano gli elogi che gli hanno sempre rivolto autorevoli partigiani nel corso degli anni. È sempre pericoloso quando la critica politica trascende a questi livelli, ma in questo caso l’epiteto è stato rivolto alla persona sbagliata». E Francesco Attolini, del circolo Almirante di Fratelli d’Italia, parla di «fascismo riesumato dalla sinistra, una becera provocazione che non fa bene alla buona politica e all’immagine di Busto», ma che in questo caso è anche «un autogol e puro masochismo».


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