Venerdì 19 Settembre 2014

Tutto il mondo ci invidia

i canarini di Giubiano

Ernesto Roveleti & Arcangelo Raimondi
(Foto by Varese Press)

Da Giubiano passano gli uccelli più belli del mondo. Si tratta dei canarini ala rossa che lo scorso gennaio si sono aggiudicati il secondo posto al 62esimo campionato mondiale di ornitologia e che negli anni passati hanno messo in fila cinque medaglie d’oro.

Li allevano Arcangelo Raimondi con il socio Tito Roveleti. Entrambi fanno parte dell’Associazione Ornitologici Varesini che si riunisce ogni giovedì sera, alle 21, nei locali del circolo di Giubiano di via Cadore. Una tradizione che va avanti dal 1995, quando il gruppo ha dovuto lasciare la sede al Cral dell’Enel di via Dalmazia.

Ma l’associazione degli ornitologici si è costituita ben prima, nel 1975, con 13 soci. Per trent’anni il boom di presenze, poi un calo. Oggi l’età media dei soci supera i 50 anni.

Ad ottobre la mostra di Lonate

«Allevare canarini è un passatempo che sta diventando sempre più raro. Un po’ perché chi è dedito da sempre a questa passione è diventato anziano, un po’ per i costi. Tra mangimi e competizioni si spende un bel gruzzolo e, quando si arriva primi, l’unica gratificazione è una coccarda. Qualche hobbista si perde per strada. Ma possiamo dire che, grazie ai giovani che si avvicinano all’allevamento degli uccelli da voliera, in città rimaniamo in 134. Che è un bel numero - dice il segretario Giuseppe Ossola, che ha allevato canarini fino al 1996 per dedicarsi poi anima e cuore all’associazione - Siamo attivissimi, organizziamo parecchi eventi. Il prossimo è la mostra internazionale di Lonate Pozzolo in calendario per il 26-27 ottobre. Ci aspettiamo un bel po’ di pubblico e la presenza di qualche autorità».

Tra i giovani allevatori c’è Tino Roveleti, di 43 anni, vincitore di parecchie gare: «È stata mia nonna a trasmettermi la passione e io l’ho coltivata - racconta - Io allevo canarini perché mi piacciono tutti gli animali, ma gli uccelli da voliera occupano meno spazio. È emozionante incrociare gli esemplari per ottenere i caratteri genetici che interessano, che nel mio caso sono la coda e le ali bianche. Caratteri che si spera non vadano persi quando il canarino cambia il piumaggio».

In “sfilata” sul tavolo

Le competizioni ornitologiche sono simili alle più comuni mostre di bellezza di cani e di gatti. Gli esemplari in concorso “sfilano” sul tavolo dei giudici che li esaminano e attribuiscono loro un punteggio, fino a decretare il vincitore.

Ogni fase dell’allevamento, dalla riproduzione alle selezione, è regolata in modo preciso. Per esempio, un’attenzione particolare va messa nell’alimentazione. In certi casi bisogna preparare le “vaschette” con la stessa cura che si ha per il proprio pasto. Per esempio, ci sono semi di girasole nano e frumento che vanno lasciati a bagno per 12 ore, sciacquati sotto l’acqua più volte aspettando che spuntino i germogli. Quindi vanno mischiati con al cous-cous ammollato e con po’ di pastoncino secco, quasi fosse un dessert.

E se, dopo tutto questo impegno, il colore del piumaggio tradisce le aspettative degli allevatori? Poco male, c’è sempre il meraviglioso canto dei canarini a ripagare di tutte le fatiche.

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