«Un Tichitì rap, la signora e Bruno. Torno sul palco: e lui sarà con me»
Max Cavallari in redazione con la nostra cronista Laura Botter e Michelangelo Collitorti: anche Max è protagonista della nostra canzone

«Un Tichitì rap, la signora e Bruno. Torno sul palco: e lui sarà con me»

Max Cavallari domani al Manzoni di Milano con il nuovo show “Stasera sono fico”: «I miei 27 anni di carriera in uno spettacolo». Bus da Varese. Poi un film col gemello?

“Fermaaaaaaa al Teatro Manzoni?”. Per il fuoriclasse della risata Max Cavallari parte un bus di supporter da Varese, pronti a seguirlo in terra meneghina per il debutto del suo nuovo show “Stasera sono fico”. Domani, lunedì, alle 20.45, Max si esibirà per la prima volta da solo in uno show di un’ora e mezza. «È quello che volevo fare con il mio “gemello”. È un cocktail di 27 anni di carriera che comprende personaggi nuovi e vecchi, intervallato dagli interventi di una grande musicista, la cantante Mara Bosisio». In collaborazione con Marco Del Conte e l’amico di infanzia Vincenzo Savino, e la regia di Dino Pecorella, prende vita uno spettacolo «in cui si ride e racconto come sono nati i personaggi che porto in scena, spesso ispirati a persone esistenti di Varese. Come il tabaccaio che aveva il negozio di fronte al mitico bar Firenze (di fronte all’attuale centro commerciale de Le Corti), ma anche la mia “signora”, il personaggio cui sono più legato».

Immerse nel loro mondo

Una figura affinata nelle commedie di Gilberto Govi: «È il prototipo delle donne delle case di ringhiera di Varese, tra profumo di candeggia e panni stesi. Piene di tic e immerse nel loro mondo». Torna in chiave rap «più giovanile e fresca» il mitico Tichitì insieme al pescivendolo Calabrese che ormai è entrato in politica: «Vuole fondare un partito “Forse Italia”». Quel Tichitì che segue la sua voce “fanciulla” in apertura del brano di Natale della Provincia di Varese. «A Varese associo la mia infanzia, il verde, la città giardino, il Sacro Monte e lo scorcio splendido che si vede entrando in autostrada con la catena del Monte Rosa. È la mia città, la terra in cui sono cresciuti grandi maestri da Pozzetto a Salvi, da Iacchetti a Svampa e Boldi, ma anche il grande Piero Chiara, che ho avuto la fortuna di portare al cinema ne “Il pretore”». Il comico si rimette in gioco, ma sul palco ci sarà virtualmente anche lo storico amico e compagno di lavoro Bruno Arena. «Alla fine dello spettacolo ci sarà la canzone dedicata a Bruno, scritta pensando a lui grazie alla collaborazione con Vincenzo Incenzo, autore tra gli altri anche di Renato Zero, che mi ha voluto fare questo immenso regalo». Per non perdere questo debutto i biglietti a ingresso ridotto, 20 euro compreso il trasporto in bus e bimbi fino a cinque anni gratis, sono disponibili in alcuni locali del centro città, Balthazar, la Vineria del Croce, Maison Joujou, Cavedio, Caffè Bianco e Unghie d’autore.

Prima l’aperitivo e poi si parte

«La proposta è di ritrovarsi per l’aperitivo alle 18 e partire alle 19 per il teatro Manzoni. Sono davvero contento che la mia Varese venga a sostenermi a Milano». Nel cassetto di Cavallari c’è posto per diversi sogni. «Mi piacerebbe fare una commedia. È un desiderio che ho sempre avuto dopo aver affrontato Govi. Oggi faccio laboratori al teatro Manzoni di Milano con Maurizio Colombi e Luisa Corna. Vorrei fare qualcosa con loro». Il desiderio più grande, però, è una reunion dei Fichi D’India sul grande schermo. «Vorrei girare un film a Varese con Bruno, del genere di “Quasi amici”. Avremmo già trovato gli sponsor. Ora stiamo ragionando sulla storia che potrebbe toccare la tematica delle barriere architettoniche, ma in modo comico. Bruno non si è ancora ripreso, ma riesce a far ridere comunque». Max è reduce dal successo dell’ultima edizione di Colorado. «L’esperienza con Luca e Paolo è stata eccezionale. Loro sono molto professionali, televisivi e precisi. Io mi sono ritrovato a studiare come alle medie, alla Pellico. Ho capito che “gli esami non finiscono mai”, come diceva De Filippo». Con lui per l’esperienza di Italia 1, ma dietro le quinte, c’era l’autore varesino Raffaele “Skizzo” Bruscella. «Lui mi capisce e riesce ad ascoltarmi. È una caratteristica importante che non tutti gli autori hanno. L’intesa con Skizzo c’è perché siamo amici. Un vero autore deve starti vicino 24 ore, deve sapere allegrie e tristezze, così può veramente scrivere. Ecco perché tanti comici non rendono». Un’intesa che era alla base del più che ventennale sodalizio con Arena: «Con Bruno ci capivamo al volo. Tra noi basta uno sguardo per capirci, come in amore».
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