«Una festa che ha coinvolto tutti». Il Varese Pride “conquista” la città
Un momento della manifestazione (Foto by Varese Press)

«Una festa che ha coinvolto tutti». Il Varese Pride “conquista” la città

Positivo il bilancio per il presidente di Arcigay Giovanni Boschini

VARESE - È sempre bello vedere una città in festa. Soprattutto se legata alla rivendicazione dei diritti civili. È quello che è stato il Varese Pride di sabato, al quale hanno partecipato intere famiglie, dai più piccoli ai più grandi. Musica, divertimento e spirito di fratellanza sono state le caratteristiche che hanno contraddistinto questa giornata, con l’idea di trasmettere il messaggio contro l’omofobia attraverso una grande festa. E lo spirito della festa non è stata intaccato nemmeno dalle pesanti critiche piovute, in maniera ingenerosa, sulla manifestazione. Un esempio immediato è senza dubbio il mondo dei social, anche se in questo caso sarebbe più appropriato definirlo come una “giungla virtuale”, in cui non si esita a risparmiare un attacco, sfociando il più delle volte in insulti gratuiti. Tornando all’evento, anche il comitato organizzativo ha espresso grande soddisfazione per la ottima riuscita di questa seconda edizione del Varese Pride: «È stato un grande successo, ben oltre le aspettative. Soprattutto perché in concomitanza con la nostra manifestazione si è svolto il Pride di Brescia. Mi è piaciuta molto l’idea di “marciare” nel cuore della città, un doppio giro tra le vie del centro Varese per poi approdare in piazza Monte Grappa – ha commentato il presidente dell’Arcigay Varese Giovanni Boschini – un altro aspetto che ho notato durante il corteo è stato il largo consenso delle persone assiepate sul ciglio della strada, le quali si sono aggregate come fossero degli invitati inaspettati ad una festa. Ed è proprio questo lo spirito che vogliamo diffondere: tutti siamo uguali, con gli stessi diritti e le stesse libertà, il Pride è un trionfo di vita, è gioia di vivere». Purtroppo però, il resoconto di Giovanni Boschini non nasconde il pizzico di amarezza dovuto all’assenza del sindaco Davide Galimberti: «Il mio sfogo dal palco è indirizzato al sindaco Galimberti, dato che ricoprendo un ruolo istituzionale di primaria importanza, avrebbe dovuto presenziare almeno per lanciare un messaggio, e per accogliere personaggi di spicco come Stuart Milk. Ci tengo a precisare che il mio attacco non è rivolto all’amministrazione comunale, tant’è vero che alla manifestazione erano presenti tre assessori e altrettanti consiglieri comunali, ma all’invito rifiutato da parte del sindaco». Tirando le somme, il Varese Pride è da considerarsi un evento riuscitissimo, considerando che sul piatto della bilancia va messo anche il carico da mille della festa di chiusura al Salotto, autentica serata all’insegna del divertimento e della musica, marchio di fabbrica del locale.

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