Mercoledì 14 maggio 2014

Varese è città intelligente

Ma i varesini non lo sanno

Pagamenti con lo smartphone e non solo: oggi ci sono sempre più potenzialità 2.0 nascoste nelle città

«Sono gli studenti di informatica ad avere un ruolo chiave nello sviluppo delle Smart City».

Parola di Mario Ricciardi, professore ordinario di Comunicazione multimediale e di Communication technology and society al Politecnico di Torino, dove è vice rettore per la comunicazione, promozione e immagine e coordinatore del corso di laurea in ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione. Ieri il professor Ricciardi era all’università dell’Insubria per tenere il seminario “cittadini nella società digitale”.

Il premio allo Smau

Varese SmartCity – premiata allo Smau nel 2013 - comprende tre progetti riconosciuti all’avanguardia: la tecnologia Nfc applicata ai processi di pagamento e marketing territoriale, l’app rivolta ai cittadini per una Varese pulita e attenta all’ambiente. E Sinecura, una sperimentazione di tecnologie innovative finalizzate ad una sicurezza partecipata.

Ma la sensazione è che pochi cittadini sappiano quali potenzialità si conoscono dietro a questi sistemi. Ecco dunque entrare in gioco gli studenti.

«Le Smart City nascono per valorizzare gli investimenti nella ricerca e orientarli alle esigenze del cittadini – ha spiegato Ricciardi – A Torino è stato implementato il settore della mobilità, dando al cittadino la possibilità di fruire informazioni, orari e coincidenze con il cellulare. Un discorso di questo tipo diventa importante in città molto estese». «Poi c’è tutto il “settore della salute” che ha a che fare con ambiti complessi – continua il professore - perché rendere accessibili informazioni personali comporta rischi e la necessità di avere sistemi di protezione molto alti. Al politecnico di Torino abbiamo avuto attacchi degli hacker che hanno tentato di appropriarsi di informazioni mediche, come le radiografie».

Il genio dietro la start up

E poi c’è l’ambito dei beni culturali: «La Regione Piemonte ha fatto pesanti investimenti sulla cultura – spiega - Pensiamo a Torino che è passata da una città industriale a una città in cui la Fiat non esiste più se non come “etichetta”: i dipendenti si sono ridotti da 80mila a 20mila. Da qui la necessità di trasformare l’immagine della città, orientandola al turismo».

Nel passare da una Smart City a una città veramente intelligente, «l’università potrebbe avere un ruolo fondamentale – suggerisce Ricciardi – Quando si danno opportunità agli studenti succedono cose incredibili. Ci sono studenti di informatica che hanno messo in piedi start up che sono entrate sul mercato a livelli significativi. Quando gli studenti diventano protagonisti e creano si ottengono prodotti piacevoli e redditizi».

Una indagine di Nielsen rivela che il 40 per cento della popolazione è “multicanale”, ovvero si connette a internet utilizzando dispositivi differenti. Sono circa 8,5 milioni gli italiani che navigano su internet dal telefonino e il 30% usa Facebook mobile. «La crossmedialità è una condizione tecnologica – hanno spiegato gli studenti di Ricciardi in un video creato da loro - Ogni media può dare il suo contributo per rendere attiva l’acquisizione di dati. È la stessa logica Pokemon: i bambini, guardando il cartone animato, imparano le caratteristiche di ogni Pokemon e poi mettono in pratica le loro conoscenze con le carte da gioco».

« Sembra poca cosa: ma Obama ha creato la prima campagna elettorale partecipativa della storia, dove chiunque poteva interagire con un Obama politico, un Obama personale e un Obama mitico a seconda del media di riferimento».

© riproduzione riservata