Start-up: il futuro è adesso
Un’immagine della presentazione dell’evento “Boot Camp”, avvenuta ieri nel Salone Estense del Comune di Varese. Tra gli interventi, anche quelli di Rosario Rasizza e Ignazio Parrinello

Start-up: il futuro è adesso

Oltre l’impresa - Dodici realtà da tutto il mondo presto a Varese per sviluppare collaborazioni con il territorio

Avvicinare le start-up alle aziende consolidate, attraverso progetti di innovazione digitale nel campo della ricerca del lavoro e del job recruitment. Questo l’obiettivo del Boot Camp, in programma il 2 e 3 luglio a Varese, presentato ieri nel Salone Estense del Comune. Ad organizzare l’evento sono stati Openjobmetis, l’agenzia per il lavoro con sede a Gallarate, in collaborazione con Mind the Bridge, organizzazione con base sia negli Usa che in Europa, che mira a sostenere lo sviluppo degli ecosistemi imprenditoriali, presieduto da Alberto Onetti, docente all’università dell’Insubria di Varese e a sua volta startupper.

«Andare oltre le mode»

Nel prossimo fine settimana, le 12 start up provenienti da tutto il mondo selezionate tra le centinaia che si sono proposte, alle quali si uniranno tre progetti ancora in fase embrionale, uno dei quali tutto varesino, si confronteranno con gli esperti di Openjobmetis e di Mind the Bridge, per sviluppare eventuali percorsi di collaborazione commerciale e/o strategica. Oltre ad Onetti, a presentare la due giorni varesina erano presenti Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis, Ignazio Parrinello presidente di Finlombarda e l’ex senatore varesino Antonio Tomassini, che nel corso di una tavola rotonda si sono confrontati, moderati dal professor Walter Passerini, sul futuro e sul ruolo delle start up nel nostro Paese.

«Dobbiamo andare oltre la moda e creare ponti che mettano in connessione le start up, che sono una realtà affascinante ma piccola, col resto del mondo produttivo» ha sottolineato Onetti. Proprio quello che si propone di fare la due giorni varesina, cominciando dal settore della ricerca del lavoro. «La sfida è misurarsi con le aziende di media dimensione e radicate sul territorio come Openjobmetis» ha proseguito il presidente di Mind the Bridge.

«Dal sogno alla Borsa»

Nel ruolo di scouting e di chioccia ci sarà proprio l’agenzia per il lavoro varesina. «Nel nostro settore, dal 1997 a oggi, l’evoluzione è stata scarsa; c’erano delle novità solo quando cambiava il ministro del Lavoro - ha ironizzato Rasizza - anche noi eravamo una start up, ma il 3 dicembre 2015 ci siamo quotati in Borsa. Ai giovani auguro di avere la sfacciataggine e anche un po’ di sana presunzione per realizzare il proprio sogno, senza montarsi la testa. Il futuro sta nell’innovazione; dobbiamo essere capaci di pensare oggi quello che succederà tra 5 anni, per essere allenati e vincere». Oltre alle 12 start up già avviate e selezionate, gli esperti di Openjobmetis, affiancati dai mentor di Mind the Bridge, si confronteranno anche con tre progetti. Tra questi c’è “Repetita Iuvant”, nato all’Università dell’Insubria, da un’idea dei varesini Marco Speroni e Sebastiano Tubere. «Si tratta di una piattaforma che intende agevolare il mercato del lavoro e delle ripetizioni private in Italia che oggi è ai confini della legalità - ha spiegato Speroni - da mettere a disposizione dei docenti delle scuole private che possono avere più di una fonte di reddito». Come possono essere finanziate le start up innovative? «Bisogna stabilire percorsi di collaborazione tra start up, incubatori e università - ha affermato Parrinello - i presupposti ci sono; le start up sono fondamentali per l’economia. Come Finlombarda abbiamo ideato il bando “Intraprendo”, con cui finanziamo con 75 mila euro i giovani strat upper e anche gli over 50 fuori dal mercato del lavoro. Le idee da sole non bastano, ci vogliono capacità di fare squadra e di mettersi in rete; le istituzioni e la politica devono creare la cultura pro business, semplificando procedure e burocrazia» ha chiosato Tomassini.


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