Il Varesotto punta forte sulla finanza alternativa

Il Varesotto punta forte sulla finanza alternativa

Ben 13 aziende hanno aderito al programma di Borsa Italiana

GALLARATE - Sono ben 13 le imprese del nostro territorio che hanno aderito all’ambizioso programma Elite di Borsa Italiana, nato nel 2012 in collaborazione con Confindustria, dedicato alle aziende più ambiziose, con un modello di business solido e una chiara strategia di crescita. Un programma ambito, che, per le imprese che vogliono crescere, offre l’accesso a numerose opportunità di finanziamento alternativo al tradizionale canale bancario e che le mette in contatto con potenziali investitori, affiancando il management in un percorso di cambiamento culturale e organizzativo che può portare le aziende fino anche alla quotazione in Borsa.

E ieri il roadshow Elite-Confindustria, un’attività nata per supportare la crescita e lo sviluppo delle imprese attraverso l’accesso ai mercati dei capitali e agli strumenti di finanza alternativa, ha fatto tappa nella provincia di Varese, nella sede gallaratese di Univa dove, Riccardo Comerio, presidente dell’associazione varesina, ha sottoscritto la partnership “Elite- Unione degli Industriali della Provincia di Varese”.

«Siamo convinti - ha dichiarato Riccardo Comerio, presidente dell’Unione Industriali di Varese - che siano tre le leve competitive sulle cui le imprese devono far forza per lo sviluppo nei prossimi anni: l’industria 4.0, con la digitalizzazione dei processi produttivi e dei modelli distributivi; la formazione, con la creazione di un nuovo capitale umano; l’internazionalizzazione, con la crescita dell’export e degli investimenti diretti all’estero».

Per fare questo però servono capitali e la finanza alternativa può essere la soluzione ottimale: «Le capacità di essere vincenti su questi tre fronti competitivi, però, dipendono anche da come e se ogni singola impresa sarà in grado di sfidare se stessa e di ripensare la propria finanza d’impresa – ha continuato Comerio - Oggi non si può parlare di alcuna innovazione tecnologica o organizzativa che non sia legata ad un’innovazione finanziaria per la raccolta di risorse in grado di supportare i progetti di crescita delle imprese. Le due sfide vanno giocate in parallelo».

La community di ELITE è oggi caratterizzata da oltre 600 aziende di 25 Paesi in tutto il mondo che generano oltre 50 miliardi di euro di ricavi aggregati per oltre 215mila posti di lavoro in tutta Europa e non solo. L’obiettivo della tappa varesina del roadshow di ieri è dunque principalmente quello di promuovere una maggiore consapevolezza sul ventaglio di opportunità per finanziare l’internazionalizzazione e in generale la crescita, che non deve essere solo dimensionale, ma anche culturale.

«In questa lunga crisi - ha aggiunto Gianluigi Casati, presidente della Piccola Industria di Univa - abbiamo visto troppe imprese affondare per motivi finanziari, pur davanti ad ottimi modelli organizzativi e produttivi. O aziende che hanno subito un arresto per mancanza di coraggio nel cambiamento. Non ce lo possiamo permettere come territorio. Sempre di più la capacità di fare impresa è legata alla capacità di gestire la finanza. L’innovazione nella finanza d’impresa non è ad appannaggio solo delle grandi imprese. L’apertura al mercato dei capitali è alla portata anche delle Pmi».


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