Martedì 19 Agosto 2014

Giovani imprenditori: è una moria

Marco Gabriele Gay, presidente dei giovani di Confindustria

Centomila i giovani imprenditori «persi» a causa della crisi: a tanto ammonta, dal 2008 ad oggi, la perdita di under 30 tra i massimi dirigenti d’azienda o tra gli imprenditori. E anche a Varese i ragazzi fanno sempre più fatica a creare dei propri progetti o semplicemente a scalare la vetta delle realtà in cui lavorano.

Lo riporta il Sole24Ore, che racconta dati molto diversi da settore a settore, e da città a città. La città per giovani imprenditori sembra esse Prato: 63 i giovani tra i diciotto e i ventinove anni al comando delle aziende ogni mille coetanei, ma anche qui si registra un calo, rispetto al 2013, del 2,65%. Le città che offrono meno opportunità di tutte ai ragazzi sono Taranto e Cagliari, con 28 giovani leader ogni mille ragazzi ma anche in Nord Est è in coda: solo 29 imprenditori ogni mille giovani a Treviso, Trieste e Belluno.

I settori più aperti ai giovani sono il commercio, l’edilizia e i servizi di alloggio e ristorazione. Proprio la crisi dell’edilizia ha causato la moria di giovani imprenditori, calati dell’11% solo nell’ultimo anno. Trend in salita, invece, in settori come il noleggio, le agenzie di viaggio e i servizi alle imprese (+6%), oltre che nell’informazione e nella comunicazione (+1,90%): segno che le start up innovative continuano ad essere, nonostante tutto, un sogno che i ragazzi vogliono realizzare con tutte le forze.

Questo anche se, come riporta la Camera di Commercio di Varese, siano «fisiologicamente» le imprese più deboli: si devono ancore costruire un mercato di riferimento, che andrà di pari passo con la capacità gestionale degli imprenditori. Tra i giovani varesini, però, sono i settori innovativi a farla da padrone: la tecnologia è nelle mani dei nativi digitali, che hanno spesso più competenze dei fratelli maggiori per avventurarsi nei nuovi mercati.

Il vero blocco, però, anche qui è sempre quello delle banche: sempre l’ente camerale varesino racconta di molti casi di nuove imprese che si scontrano con la difficoltà di reperire i finanziamenti necessari alla fase di start up. Nonostante forme come le srl semplificate, quelle «ad un euro», la mancanza di una storia imprenditoriale, quindi di garanzie concrete da offrire agli istituti di credito, lascia troppo spesso i più giovani con solamente i propri sogni in mano, non la possibilità di realizzarli.

Sono state proprio queste forme societarie, nate nel 2012, a riuscire a portare più giovani al timone delle imprese: nelle società di capitali, infatti, a livello nazionale i giovani under 30 sono aumentati del 2,9%, quasi quattromila nuovi imprenditori.

Un segno di incoraggiamento perché, anche a Varese, nonostante tutto le storie di giovani di successo non mancano. Perché se le banche vogliono garanzie solide, ci sono anche molti progetti, come «Obiettivo Start Up» dell’Università Liuc o lo stesso «Punto Nuova Impresa» della Camera di Commercio provinciale, nati per sostenere il più possibile i giovani varesini con buone idee e la voglia di mettersi in gioco.

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