I varesini nel tempio di Google  «Lì ti sembra di toccare il futuro»
La delegazione di Univa e della Liuc davanti al colosso Google

I varesini nel tempio di Google

«Lì ti sembra di toccare il futuro»

La missione negli Stati Uniti e nella Silicon Valley, organizzata da Univa e dalla Liuc, ha fatto tappa anche nella sede dell’azienda entrata nel mito

Ha fatto tappa anche alla sede di Google, tempio per eccellenza delle nuove tecnologie, la missione negli Stati Uniti e nella Silicon Valley organizzata da Univa e dall’università Liuc di Castellanza. Una visita che non poteva non lasciare il segno in coloro che hanno avuto l’opportunità di varcare la soglia di un’azienda che è entrata di diritto nel mito e che dalla sua fondazione è sinonimo di futuro.

«Entrare nella sede di Google - racconta Vittorio Gandini, direttore dell’Unione Industriali della provincia di Varese - è come entrare in contatto con il futuro, sembra quasi di toccarlo con mano ed è anche una sensazione difficile da spiegare a parole, ma che certamente merita di essere vissuta». Del resto, l’obiettivo della missione americana di Univa iniziata in California lo scorso 10 ottobre è proprio quello di confrontarsi direttamente con gli operatori locali, con i guru dell’information tecnology e dell’internet of things, visitando realtà avanzate, dove le logiche della cosiddetta “fabbrica intelligente” sono da tempo utilizzate intensivamente.

«Vogliono cambiare il mondo»

Google riassume perfettamente tutte queste caratteristiche come i componenti della delegazione varesina hanno potuto costatare di persona. «Siamo abituati a immaginarci Google davanti a un computer - prosegue Gandini - ma il loro lavoro, le loro sperimentazioni e le loro tecnologie innovative vanno ben oltre l’informatica; l’innovazione si percepisce persino nell’aria e per certi versi spaventa anche un po’». Anche Samuele Astuti, ricercatore della Liuc, è rimasto molto colpito dalla sua visita nella sede di Google, affidando il suo pensiero a Facebook, dove ha anche pubblicato alcune foto. «Ho conosciuto persone così testarde, ma così testarde, da pensare di cambiare il mondo facendo impresa - ha scritto Astuti sulla sua pagine del popolare social network - la visita al tempio di Google regala sempre serenità».

Integrare le tecnologie

Della delegazione di Univa nella trasferta americana fa parte una decina di aziende dei diversi settori produttivi: Lamberti (chimico), Tintoria Viola e Alfredo Grasi (tessile e abbigliamento), Bdg e Simplas (meccanica), Kcs (elettronica), Ngi e Elmec (terziario avanzato) e Copying (cartario, poligrafico e editoriale). «Abbiamo voluto organizzare questa missione nella Silicon Valley perché i più grandi cambiamenti a livello tecnologico che coinvolgono sia i servizi avanzati che la manifattura, hanno la propria culla nella West Coast degli Stati Uniti - afferma Roberto Grassi, vicepresidente di Univa - un network che vogliamo conoscere meglio e più da vicino, basato su accordi strategici finalizzati ad agevolare, diffondere e consentire il passaggio al digitale che sarà uno dei punti su cui le imprese potranno costruire il proprio vantaggio competitivo». La competitività delle nostre aziende si misurerà sulla loro capacità di integrare tecnologie abilitanti, come i sistemi Rfid, l’internet of thigns e la stampa 3D, nei diversi livelli dei processi aziendali, da quello operativo a quello strategico. «Questa missione si inserisce in un anno straordinario per la nostra università sui temi della manifattura 4.0 e dell’imprenditorialità - commenta Michele Graglia, presidente della Liuc - questo viaggio non rappresenta certo un punto d’arrivo ma al contrario vuole essere un punto di partenza, un’occasione per raccogliere nuove idee da sviluppare nei prossimi mesi; la Liuc è un cantiere aperto ed esperienze come questa possono portare importanti benefici a tutta l’università, per lavorare meglio all’innovazione».


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