L’istanza è stata respinta. Pedemontana non fallisce

L’istanza è stata respinta. Pedemontana non fallisce

Per i giudici «la società non è in stato di insolvenza». E Maroni festeggia

Aveva ragione Maroni: niente fallimento per Pedemontana. La società «non è in stato di insolvenza»: lo stabilisce il decreto con cui i giudici della seconda sezione del Tribunale civile di Milano, Amina Simonetti, Guido Macripò e Sergio Rossetti, hanno respinto ieri l’istanza di fallimento della società Autostrada Pedemontana Lombarda che era stata avanzata (ma poi non ribadita nell’udienza del 4 dicembre) dai Pm della Procura di Milano Giovanni Polizzi e Paolo Filippini.

Decisivi ai fini della decisione sono stati sia il mutuo da 200 milioni di euro, in scadenza nel 2034, con cui il pool di banche creditrici di Pedemontana ha rinegoziato il “prestito ponte” che sarebbe scaduto a gennaio 2018, sia la lettera firmata dal Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, in cui l’ente «si riserva di valutare la possibilità di rilasciare forme di credit enhancement (un supporto di credito, ndr) a beneficio della esposizione» derivante dal finanziamento.

Alla luce di questi fatti nuovi, la stessa Procura aveva chiesto al Tribunale di rigettare la richiesta «tenuto conto della concessione del mutuo e della postergazione del credito del socio Milano Serravalle».

Un credito di circa 100 milioni di euro del quale il socio di maggioranza di Pedemontana ha spostato la scadenza al 2034. Un esito «tutt’altro che scontato», secondo Luigi Arturo Bianchi, a capo del pool legale di APL: «C’è stato un grande sforzo da parte della Regione Lombardia, della società, delle banche e dei consulenti, per preservare un’opera di grande interesse collettivo».

Il governatore Maroni, che nei giorni scorsi aveva più volte predicato «ottimismo» sull’esito della vicenda giudiziaria, ha commentato la notizia con un tweet inequivocabile: «Ottima notizia!». Finalmente la società Pedemontana, il cui “tronco” autostradale principale è da tempo fermo a “metà strada”, a Lentate sul Seveso, mentre dovrebbe arrivare fino a Dalmine, può ricominciare a lavorare per riaprire i cantieri.

«La odierna decisione del Tribunale ci permette finalmente di uscire da una situazione di difficoltà in cui Pedemontana si trovava dal momento dell’istanza di fallimento presentata dalla Procura di Milano - il commento del presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda Federico Maurizio d’Andrea - ora tutta l’attenzione sarà rivolta al completamento dell’opera, dichiarata da tempo strategica per il miglior funzionamento infrastrutturale della Regione Lombardia, polo trainante dell’economia nazionale».

Ma per il Movimento Cinque Stelle lombardo questa boccata d’ossigeno è solo «accanimento terapeutico» per un’autostrada il cui «quadro rimane a tinte fosche».

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