Malpensa sa come gestire la nebbia. Aerei e piloti no
È tornata la grande nebbia ed avvolge anche lo scalo della brughiera. Non senza disagi

Malpensa sa come gestire la nebbia. Aerei e piloti no

Ritardi, dirottamenti e turbolenze da tre giorni, ma lo scalo ha la certificazione massima in Italia. Cosa che manca a mezzi e personale dei vettori

Regge alla nebbia, l’aeroporto di Malpensa che in questi ultimi giorni di fitta coltre si è piegato a ritardi e dirottamenti in altri scali (soprattutto Genova e Torino) di alcuni voli in arrivo, ma non si è mai spezzato sotto il peso di una nebbia davvero penetrante che non si registrava in brughiera da diverso tempo. A sostenere l’attività dello scalo, c’è la certificazione massima di categoria - “3b” - che, dicono da Sea, permette di operare in questo aeroporto fino a 50 metri di visibilità grazie alla segnaletica orizzontale, all’illuminazione delle piste e ai radar di terra in funzione a Malpensa. Si tratta della più alta certificazione esistente negli aeroporti in Italia che deve, però, poi combinarsi con un’analoga certificazione dell’aereo che deve muoversi sulle piste di Malpensa e del comandante che lo guida. Serve, insomma, che il velivolo abbia le strumentazioni ad hoc per affrontare la nebbia anche con scarsa visibilità e che il pilota di turno abbia l’abilitazione specifica alla nebbia.

Condizioni necessarie

Due condizioni che le compagnie aeree solite a volare nei Paesi dove la nebbia è un fattore quasi costante hanno certamente e che potrebbero, invece, mancare per le compagnie con aerei più piccoli o che non operano rotte con questo tipo di problema. Dunque al fattore nebbia si combina l’abilitazione di piloti e macchine. Ciò nonostante, in questi giorni non sono mancati voli in ritardo anche di ore in brughiera. Giusto ieri la situazione è ritornata, pian piano, alla normalità. Mentre, infatti, ieri mattina, dalle 7 alle 11 si sono registrati 11 ritardi nei decolli da Malpensa per una visibilità media di 200 metri sulle due piste (dove ci sono tre punti di rilevazione), come dichiarato da Sea, nel pomeriggio il diradarsi della nebbia ha rimesso in moto operazioni regolari. Sempre nella mattinata di ieri, da registrare il dirottamento su Genova del volo in arrivo da Beirut della Mea. Si spera che il peggio sia passato. Tra mercoledì 2 dicembre e giovedì mattina, ci sono stati 7 voli dirottati su Genova e Torino e ben 46 ritardi, anche con attese importanti. Cancellato il volo per Roma delle 19.15 del 2 dicembre «per la visibilità inferiore alla minima soglia necessaria per operare su un aeroporto» ricordano da Alitalia. E il volo in arrivo da Charles de Gaulle, sempre mercoledì, di easyJet che conferma: «Tutte le operazioni relative alla flotta di esayJet vengono svolte in stretta osservanza di tutte le regole vigenti».

Disagi evitabili?

Servizi complementari a bordo o voucher per i passeggeri in aerostazione sono stati forniti dalla low cost inglese che ha, invece, provvisto una sistemazione in hotel per i viaggiatori non decollati da Parigi. Paura, di contro, per chi era sul volo proveniente da Gatwick che ha provato per ben due volte ad atterrare a Malpensa prima di riuscirci. Mentre i passeggeri che erano sul volo della Lot sono ritornati a Varsavia senza neanche avvicinarsi a Malpensa. I disagi non sono mancati. Ma la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi resta la priorità delle compagnie aeree che devono fare volare gli aerei con ogni condizione atmosferica, salvo intoppi che il meteo può sempre mettere nel mezzo frenando inevitabilmente l’azione dell’uomo.


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