Manifattura 4.0: ci siamo  C’è un tesoretto milionario
Per aiutare Pmi e start-up è prevista l’aboluzione, per cinque anni, delle tasse regionali

Manifattura 4.0: ci siamo

C’è un tesoretto milionario

Il Pirellone stanzia mezzo miliardo di euro per le aziende artigiane. Colombo (Confartigianato): «Saremo protagonisti del futuro»

Un tesoretto da 580 milioni da qui al 2020 a disposizione delle imprese artigiane della Lombardia. La legge “Manifattura diffusa creativa e tecnologica 4.0” è stata approvata ieri all’unanimità dal consiglio regionale.
Non solo una boccata d’ossigeno per le Pmi ma anche uno sguardo verso il futuro del settore, che ovviamente vede in prima fila anche le associazioni di categoria e le aziende artigiane della provincia di Varese.
La nuova legge regionale contiene varie misure che spaziano nella ricerca, nell’innovazione tecnologica, in nuovi strumenti di credito, nella semplificazione amministrativa e fiscale, nell’internazionalizzazione, ma anche nella ricerca e nel lavoro artigiano, passando per il raccordo tra università, centri di ricerca e imprese.

I bandi in autunno

L’obiettivo è arrivare a una manifattura 4.0, per il quale il Pirellone mette sul tavolo 580 milioni di euro per i prossimi sette anni, tra risorse comunitarie, nazionali e regionali;già a fine autunno saranno predisposti i bandi per ottenere i primi finanziamenti.
«La stesura di questo disegno di legge ci ha visti coinvolti e interessati sin dall’inizio - commenta Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Imprese Varese - l’intento è chiaro; far decollare e sostenere la crescita dall’artigianato per continuare anche a essere protagonisti anche in futuro. La legge tocca tutti gli aspetti importanti, l’innovazione, la formazione e la semplificazione correlata allo sviluppo tecnologico, senza contare il sostegno all’export per dare una dimensione internazionale anche alle Pmi». Il provvedimento regionale si fonda su una nuova visione del sistema imprenditoriale e sul principio di impresa diffusa, capace di superare delimitazioni dimensionali e settoriali, legate al vecchio concetto di attività produttiva.
«Dobbiamo fare in modo che la curiosità degli artigiani nei confronti delle innovazioni tecnologiche diventi qualcosa di concreto - prosegue Colombo - Positiva anche la parte riguardante i giovani che si stanno riavvicinando al mestiere di artigiano, non come ripiego ma come scelta consapevole; i pregiudizi sono caduti e questo mi fa essere ottimista». Il disegno di legge licenziato dal Pirellone promuove l’imprenditoria giovanile, oltre a finanziare la progettazione e l’acquisto di tecnologie innovative.
Per aiutare Pmi e start up, è prevista anche l’abolizione delle tasse regionali per cinque anni, con la messa a disposizione a condizioni agevolate degli immobili non più utilizzati del patrimonio immobiliare della Regione, per creare luoghi di lavoro e di aggregazione.

Non c’è altra strada

«La legge regionale va nella giusta direzione - afferma Franco Orsi, presidente di Cna Varese - Tutto ciò che favorisce e stimola l’innovazione è benvenuto».
L’associazione di categoria proprio ieri ha organizzato un evento per avvicinare i propri associati alle nuove tecnologie. «Su questo aspetto c’è ancora molto da lavorare ma non c’è altra strada - riprende Orsi - pensiamo alle potenzialità dell’e-commerce per i nostri artigiani, per trovare nuovi mercati e per confrontarsi con artigiani di un Paese che si trova dall’altra parte del mondo».
Al centro resta sempre la qualità del prodotto, che a Varese è una garanzia. «Le tecnologie sono il mezzo e non il fine - spiega il presidente - ma sono fondamentali per migliorare la qualità del prodotto e la produttività». Bene l’abolizione delle tasse regionali e gli aiuti ai giovani artigiani o che vogliono diventarlo«Il gap tra mondo della scuola e quello delle imprese è ancora troppo elevato - conclude Orsi – la legge regionale va nella giusta direzione».


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