Parte la lotta per eliminare il “sommerso” nel turismo

Parte la lotta per eliminare il “sommerso” nel turismo

Federalberghi Varese e Convention & Visitors Bureau stanno indagando sull’abusivismo

C’è il turismo, con tutto il suo indotto economico fatto di strutture alberghiere, servizi di incoming e quant’altro, con regolari permessi, autorizzazioni, certificazioni e relativa tassazione, poi c’è un sommerso turistico rappresentato da quella fetta di ospitalità alternativa fornita in alloggi non rilevati dalle statistiche ufficiali e, dunque, non registrata e quantificata.

Una giungla insomma, sulla quale hanno indagato Federalberghi Varese e Varese Convention & Visitors Bureau che hanno commissionato a Incipit Consulting, società specializzata in ricerca, consulenza e formazione in ambito turistico Incipit Consulting, società specializzata in ricerca, consulenza e formazione in ambito turistico, una ricerca proprio per fare luce, con riferimento alla provincia di Varese, su questo fenomeno dell’offerta turistica sommersa, rappresentata appunta dall’ospitalità alternativa fornita negli alloggi non rilevati dalle statistiche.

I risultati della ricerca saranno presentata il prossimo 15 settembre, alle ore 10, al Centro Congressi Ville Ponti a Varese nel corso dell’incontro su “Turismo e shadow economy: tutela del consumatore, concorrenza leale ed equità fiscale”.

È infatti un fenomeno crescente quello della shadow economy nel turismo: il sommerso statistico legato all’uso turistico delle abitazioni private ha infatti assunto in questi ultimi anni dimensioni sempre più ragguardevoli ed è quindi divenuto necessario stabilire regole uguali per tutti anche nell’interesse della tutela del consumatore e dell’equità fiscale, spiega Frederick Venturi, presidente di Federalberghi Varese: «Da anni la nostra organizzazione si sta battendo contro questo fenomeno che distorce la concorrenza, crea situazioni di lavoro nero, indebolisce l’indotto, provoca minori introiti all’erario e, non da ultimo, aumenta l’insicurezza per i cittadini».

E proprio per far luce sull’abusivismo nel settore ricettivo è nata la ricerca: il progetto analizza l’offerta ricettiva presente nelle principali piattaforme di prenotazione online, focalizzandosi in particolare sul portale Airbnb che, detenendo la quota più rilevante del mercato dell’affitto turistico in rete, è anche quello che consente di intercettare questo fenomeno in maniera più completa, seppure non esaustiva.

Il Convegno del 15 settembre, patrocinato da Camera di Commercio e Provincia di Varese, al quale sono attesi i rappresentati delle Istituzioni e delle Amministrazioni Comunali, nonché gli esponenti delle varie forze di Polizia e della Guardia di Finanza, oltre a far luce sulle dimensioni del fenomeno dell’abusivismo, vuole stimolare un maggior controllo e un’azione più incisiva da parte delle autorità ed enti coinvolti, considerando che, come sottolinea il presidente di Varese Convention&Visitors Bureau, Fabio Lunghi, diverse altre realtà del settore si configurano spesso come attività imprenditoriali vere e proprie, nel pieno rispetto della normativa.


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