Resilienza unita ad ambizione e trasparenza. Così Confapi festeggia i primi settant’anni

Resilienza unita ad ambizione e trasparenza. Così Confapi festeggia i primi settant’anni

Il 26 ottobre scorso l’associazione ha celebrato l’evento speciale nella splendida cornice di Ville Ponti

Un traguardo autorevole per un’associazione che ha rappresentato dal dopoguerra ad oggi il principale tessuto industriale del nostro territorio: le piccole e medie imprese.

“Ricominciamo da 70 tra tradizione e innovazione” questo il tema che ha caratterizzato la giornata dedicata all’anniversario dell’associazione.

«La storia delle piccole e medie industrie varesine come bussola, la difesa dei loro interessi come principale obiettivo: una mission che Confapi Varese porta avanti dalla sua fondazione».

Con queste parole il presidente di Confapi Varese, Marco Tenaglia ha aperto il suo discorso inaugurale alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, dei media varesini e dei tanti associati del sodalizio, di cui alcuni iscritti dalla data di fondazione.

Nata nel 1947 su iniziativa di sei imprenditori (Vittore Angelini, Giuseppe Perego, Attilio Elli, Vittorio e Gino Guidali e Armando Speroni) con il nome di “Associazione autonoma piccoli industriali metalmeccanici” si è poi trasformata, per l’interesse suscitato da settori produttivi differenti, nell’Associazione che oggi conosciamo con l’adesione al Sistema nazionale Confapi.

Nel corso degli anni si sono succeduti alla presidenza Sergio Carnevali, Giuseppe Di Rosa, Alessandro Carletto, Luigi Garavaglia e Franco Colombo e dall’inizio di quest’anno Marco Tenaglia, di cui riportiamo una parte del suo intervento celebrativo.

«Dalla fondazione ai giorni nostri molto è cambiato, ma non i valori e l’etica dei piccoli imprenditori. Le imprese chiedono di andare avanti, di mettere a sistema scelte innovative per la loro competitività. Strumenti nuovi ma anche un modo diverso di guardare al tessuto manifatturiero del territorio, capace di resistere, di creare e di innovare.

Il bisogno di semplificazione che provano le imprese di oggi non è diverso da quello di settant’anni fa. Il bisogno di chiarezza, di essere liberati dalla burocrazia, di “stare insieme” per “contare di più” scommettendo sulla tanto auspicata unione delle Pmi del nostro Paese. Oggi è molto di moda parlare di resilienza, che per un metallo rappresenta il contrario della fragilità. Così come l’imprenditore resiliente è un ottimista che tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti, che tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia, e che di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza. A fronte di nuovi business e di nuove esigenze di mercato l ’associazione si pone con un nuovo approccio, integrato, consulenziale, più vicino alle aziende, dove la trasparenza operativa è il modus operandi e il vero valore è nel capitale umano.

Questo il leit motive a cui la nostra associazione vuole dare l’abbrivio, l’inizio di un percorso per un riassetto e un rilancio del valore associativo dove la Confapi si vuole porre come interlocutore privilegiato per le Pmi, coniugare la rappresentanza ai servizi, attraverso un’associazione più snella, flessibile e giovane, in cui gli imprenditori possano trovare risposte ai loro bisogni all’insegna della sana collaborazione e competizione. Vogliamo puntare sul gioco di squadra dei collaboratori, sul senso di appartenenza delle imprese, requisiti fondamentali per esaltare il valore dei nostri imprenditori che sono e saranno sempre il cuore pulsante dell’associazione».

Così ha concluso il suo discorso il presidente Tenaglia.


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