Martedì 05 Novembre 2013

Trattativa Sea Handling

Raggiunto primo accordo

La protesta di alcuni lavoratori ieri a Linate prima dell’incontro sindacati-azienda. Nel mirino della protesta la dirigenza Sea

Airport Handling, c’è l’accordo di progetto.

Lungo, ieri, l’incontro tra Sea e organizzazioni sindacali nella palazzina di Linate. Tra documenti, riflessioni e punti fermi da entrambe le parti, azienda e rappresentanti dei lavoratori sono stati al tavolo dalle 11 alle 9 e mezza della sera. Ma, alla fine, un punto fermo c’è: le parti si sono impegnate reciprocamente all’accettazione di una nuova società -Airport Handling – che dovrebbe essere operativa da luglio dell’anno prossimo offrendo le massime tutele ai 2300 lavoratori di Sea Handling.

L’occupazione è, infatti, la priorità per le organizzazioni sindacali che, nella premessa dell’accordo, hanno voluto, nero su bianco, il preciso impegno di Sea in tal senso. Non solo la difesa dell’occupazione, ma anche delle «condizioni di lavoro» precisa Rocco Ungaro, segretario generale della Filt Cgil della Lombardia.

«La nuova società dovrà avere una propria sostenibilità economica ma anche sociale», aggiunge. Lo chiede la commissione europea, ma i sindacati firmatari dell’accordo (Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Ugl Ta, Flai TS) non calano l’attenzione sui diritti acquisiti fin qui dai dipendenti Sea. «Questo accordo apre una speranza», commenta Ungaro. «Punta alla massima tutela dei lavoratori in una grande azienda di handling italiana». Nessuno spezzettamento o spacchettamento, ipotesi più che ventilata inizialmente da Sea dopo aver saputo della sanzione europea per concorrenza sleale.

Nell’accordo non si parla del taglio del costo del lavoro del 20%, come ha dichiarato di recente il presidente Sea Pietro Modiano in commissione a palazzo Marino. Se tagli dovranno esserci, se ne discuterà a ragion veduta quando inizierà la trattativa vera e propria sulla base anche dei clienti che la newco diretta da David Crognaletti (il neo direttore generale è stato presentato ieri ufficialmente) riuscirà a conquistare, non certamente in premessa di accordo. E non senza considerare un po’ tutte le variabili in campo: dal trasferimento “in house” di attività date all’esterno da Sea, all’organizzazione del lavoro. Le nuove condizioni, insomma, andranno negoziate. Ora si deve trattare con la commissione europea un percorso possibile a fronte di un impegno comune con il quale Sea potrà presentarsi a Bruxelles e sapere con certezza se la multa in denaro sonante (459 milioni di euro, interessi compresi) sarà estinta a fronte di una newco diversa dal passato che continuerà ad occuparsi di servizi aeroportuali a terra, dallo smistamento bagagli ai servizi rampa.

A latere dell’accordo di progetto, anche due altri accordi tra le parti per la riprogrammazione della cassa integrazione per Sea Handling e contratti di solidarietà per i lavoratori di Sea spa

Alessandra Pedroni

Malpensa

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