Una via lombarda per garantire la pensione
Dati ancora bassi per l’adesione alle pensioni integrative (Foto by Archivio)

Una via lombarda per garantire la pensione

Nella nostra regione il tasso medio di adesione ai fondi integrativi si aggira sul 30%

Alzi oggi la mano chi, ancora lontano dall’età pensionabile, può dire di avere certezze sulla propria pensione: quando ci arriveremo e con quale somma non è facile dirlo con certezza, perché le regole cambiano, l’età pensionabile è sempre più lontana e il patrimonio Inps è sempre in rosso.

Eppure, nonostante tutto, le adesioni ai fondi pensionistici integrativi, ancora oggi stentano a decollare.

Sono passati già dieci anni dalla riforma del Tfr, il Trattamento di Fine rapporto, ovvero quella somma che il dipendente riceve dall’azienda quando si interrompe il rapporto di lavoro, o per raggiungimento dell’età pensionabile, o per dimissioni o licenziamento. Dieci anni fa ai lavoratori venne data la possibilità di decidere cosa farne del proprio Tfr, aderendo o meno a forme pensionistiche integrative. Ebbene, oggi non arriva a superare il 30% il tasso medio di adesione alla previdenza complementare, nonostante l’evidenza di questi dieci anni abbia messo in luce come i rendimenti dei fondi complementari siano decisamente superiori a quelli del Tfr lasciato in azienda.

Secondo i dati della Cisl Lombarda, nella nostra regione il tasso medio di adesione ai fondi pensione integrativi è del 30%, in media col dato nazionale, «ancora troppo basso per assicurare condizioni di vita dignitose al termine della carriera lavorativa».

A livello nazionale, poi, il tasso di adesione dei giovani sotto i 35 anni è appena del 16%. Rilanciare la previdenza complementare, anche a livello regionale, con una particolare attenzione ai giovani e ai lavoratori che hanno discontinuità contributiva è l’obiettivo della Cisl Lombardia: «Vogliamo aprire una strada lombarda alla previdenza complementare, per assicurare continuità contributiva, a partire dai giovani con lavori precari e discontinui e le lavoratrici con interruzioni di versamenti perché in congedo parentale o impegnate in attività di cura» spiega Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia con delega alla Previdenza.

«Bisogna anche sviluppare attività di formazione e informazione, per favorire una cultura della previdenza e incentivare le adesioni anche nei settori produttivi e imprenditoriali di piccole dimensione». E se in Lombardia il tasso medio di adesione ai fondi pensione integrativi è del 30% nel settore pubblico la situazione è ancora più allarmante: l’adesione al Fondo complementare è ferma al 4,25%. «Occorre rilanciarla con decisione – aggiunge Franco Berardi segretario generale della Fp Cisl Lombardia -. Proponiamo quindi alla Regione Lombardia di avviare una forte campagna informativa rivolta a tutti i lavoratori e predisporre sul proprio portale e presso i servizi di patronato un software per poter simulare la differenza di un percorso lavorativo con o senza previdenza complementare». Anche il protrarsi dei blocchi contrattuali, aggiunge Berardi «oltre che determinare una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni dal 2010 ad oggi, causerà in prospettiva un minor livello di copertura previdenziale».

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