Con Abaco e Koru non c’è disabilità che fermi il lavoro

Con Abaco e Koru non c’è disabilità che fermi il lavoro

Aiuti con un concerto di Susanna Parigi a Busto per l’attività d’inserimento sociale e occupazionale

BUSTO ARSIZIO - Un concerto-evento a scopo solidale della cantautrice Susanna Parigi, che si terrà sabato 31 gennaio a Busto Arsizio, permette di scoprire il prezioso lavoro a favore di giovani con disabilità acquisita o congenita, realizzato dalla rete delle associazioni per la promozione sociale Abaco di Inarzo, e Koru di Busto Arsizio, gemmate rispettivamente dalle cooperative Abad e Progetto 98.
Sostegno specializzato e inserimento sociale sono il perno dei progetti educativi di Abaco e Koru che accompagnano lungo la via del recupero di una maggiore autonomia personale e lavorativa i giovani disabili per nascita oppure divenuti tali in seguito a grave trauma.

Una quarantina di casi

Al momento sono una quarantina i casi seguiti, provenienti dalla provincia di Varese, ma anche da altre regioni, come nel caso dei disabili gravi, per i quali le strutture qualificate scarseggiano a livello nazionale.
Alla Abaco arrivano giovani con disabilità fisica o motoria di grado lieve, al termine della scuola: «Sono ragazzi sui vent’anni, posseggono modalità e competenze inferiori alla media»,dice Sara Gorlini, responsabile del coordinamento; «la loro incapacità a relazionarsi con gli altri nel modo giusto può creare problemi all’atto dell’inserimento lavorativo o rispetto alla scelta di andare a vivere da soli. Difficoltà che a volte impediscono di svolgere attività molto semplici per gli altri, come andare al cinema o fare la spesa. Raggiungendo una maggiore autonomia, i ragazzi imparano ad avere cura di sè, a stare con gli altri, a lavorare in una postazione.”
Dopo un accompagnamento realizzato nell’arco di due o tre anni, il processo di crescita è positivo quale che sia la disabilità in origine.

Si lavora con la famiglia

Tuttavia, alcune situazioni familiari pesano sul raggiungimento della piena autonomia.
«Metà del lavoro che facciamo è con la famiglia, nell’ambito di incontri di gruppo o singoli colloqui: a volte in un genitore la paura di lasciare andare il figlio, specie se vittima di trauma o reduce da un coma, sviluppa forme di protezione fortissima che gli impediscono di aprire le ali e recuperare autonomia», dice Sara.
I servizi di Koru e Abaco sono accreditati in Regione: i progetti educativi e di recupero hanno una durata media dai tre ai cinque anni, trascorsi i quali si verifica se il giovane ha raggiunto le abilità minime prefissate, altrimenti la legge impone un rinvio a percorsi diversi. Per i ragazzi grandi con disabilità grave, poiché la loro esperienza di vita si è improvvisamente bloccata in seguito ad evento traumatico, la normativa prevede percorsi più lunghi e obiettivi di autonomia più ridotti.
Il team che prende in carico i disabili prevede profili professionali specifici e multidisciplinari: accanto a educatori professionali, assistenti sociali, operatori di riabilitazione, vi sono anche medici psicologi, neuropsicologi e consulenti e specialisti di arteterapeutica, di educazione al movimento corporeo, e addirittura istruttori specializzati in equitazione per disabili.

«Servono i volontari»

La collaborazione Koru e Abaco si è già dimostrata vincente nell’organizzazione di manifestazioni sportive e di raccolta fondi, riuscendo a coinvolgere la popolazione del territorio e a costituire un consolidato gruppo di volontari.
«Per noi e importante coinvolgere la gente anche tramite un concerto. Non solo per la raccolta fondi, ma perchè l’aiuto può essere dato in tante forme possibili, anche il volontariato». L’organizzazione del concerto di sabato a Busto, che si terrà nella sala Pro Busto, è curata da Cooperativa Progetto 98; l’evento è dedicato a Giorgia Gassa, scomparsa prematuramente l’anno scorso.


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