Lunedì 18 Aprile 2011

Danneggiato il Lega point
A Gallarate indaga la polizia

GALLARATE Inizia davvero col piede sbagliato la campagna elettorale per il rinnovo dell'amministrazione cittadina. Ieri mattina, infatti, i militanti leghisti arrivati per aprire la sede temporanea hanno trovato la vetrata danneggiata, frammenti di bottiglie sparsi sul passaggio pedonale e un vaso grigio, il formato più piccolo di quelli che ornano il centro, finito a terra dopo essere stato scagliato contro il «Lega Point».

Stando alle prime ricostruzioni, intorno alle quattro del mattino, almeno due persone, ma non è escluso che ci fosse anche qualche spettatore, se la sono presa contro la sede elettorale di Giovanna Bianchi. Prima hanno tirato due bottiglie, una direttamente sul manifesto che la raffigurava. Non contenti, hanno strappato quelli posizionati all'esterno. Alla fine hanno preso a calci la vetrata, fino a scardinarla, tanto che ieri mattina i vigili del fuoco hanno transennato il passaggio sotto i portici, obbligando i padani ad allestire un gazebo direttamente in corso Italia.

La notizia si è subito diffusa tra i diversi esponenti politici impegnati nella campagna elettorale in piazza, tanto che già a metà mattinata Luca Carabelli, alleato del Carroccio con la lista «Libertà per Gallarate», e Cinzia Colombo, di «Sinistra, Ecologia e Libertà», sono passati a portare la propria solidarietà ai padani. Mentre, nella tarda mattinata, sono arrivati due candidati sindaco, ovvero Andrea Buffoni (Unione italiana) e Edoardo Guenzani, leader del centrosinistra.

«Ho apprezzato questi attestati di solidarietà», il commento di Bianchi, «le modalità con le quali sono avvenuti questi fatti porterebbero ad escludere che si tratti di mero vandalismo, visto che non solo si è tentato di distruggere la vetrina, ma si è voluto colpire un manifesto con il mio viso». Fosse così, il risultato è esattamente il contrario di quello sperato: «né io, né nessuno della mia squadra ci faremo intimidire in alcun modo, andiamo avanti con la medesima determinazione».

O forse ancora maggiore, visto che la candidata è rimasta tutto il giorno al gazebo. Questo perché «oggi la nostra presenza qui assume anche un valore simbolico», ovvero di condanna di «un atto che fa specie, che suona strano in una città come Gallarate, con le sue tradizioni di convivenza civili». Ieri mattina, il segretario Giorgio Caielli, ha presentato denuncia al commissariato della Polizia di Stato.

Riccardo Saporiti

e.marletta

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