Lunedì 20 Febbraio 2012

Gallarate, 400 musulmani
sfilano per le vie della città

Gallarate - Canti e preghiere islamiche in centro a Gallarate: sfila l'orgoglio pakistano nel giorno della celebrazione del compleanno di Maometto. Ma il corteo di fatto è per soli uomini. Si sono radunati in 400, ieri mattina in via De Magri, per festeggiare la festa della nascita del Profeta, con una processione religiosa che ha toccato il centro storico della città, incontrando sguardi tra l'incredulo e il curioso tra i gallaratesi.

«A Gallarate è la prima volta che facciamo il corteo ma in altre città come Brescia è da anni una consuetudine» spiega Pasha Naeem, presidente dell'associazione pakistani varesini (APV), che riunisce i 3500 residenti originari della terra della mezzaluna su sfondo verde. «Mi sembra che eravamo più di mille». Lungo il percorso tra via Cavour, via Manzoni e piazza Risorgimento i fedeli di Maometto hanno pregato e cantato, inneggiando a pace e fratellanza e mostrando striscioni di conciliazione («l'educazione è un bene prezioso per uomini e donne indistintamente» oppure «tra voi i migliori sono quelli che usano un linguaggio educato e rispettoso» e persino una bandiera italiana. Il portavoce del corteo, parlando al megafono in italiano, ha più volte ringraziato le autorità e il Comune e ha ricordato che «non c'è alcuna differenza tra le processioni cristiane e quelle che facciamo noi». Civile e pacifico il corteo (addirittura dotato di un servizio d'ordine di volontari APV che raccoglievano i rifiuti per terra), ma in molti hanno notato e stigmatizzato la totale assenza di donne, mentre erano diversi i bambini.

«Ma noi rappresentiamo tutti» rassicura Pasha Naeem. Sfumata l'opportunità di chiudere la festa con la preghiera collettiva nella palestra di via Dalla Chiesa, i pakistani si sono accontentati del parcheggio dietro al cimitero. Ribadendo il loro messaggio pacifico: «È il primo passo per un incontro tra le culture. Oggi abbiamo fatto vedere di essere portatori di tradizioni e abbiamo fatto sentire urla non di guerra ma di pace». Parole distensive anche da Sergio Moia, sindacalista Cisl. Non ha partecipato «per rispetto verso il rito religioso» ma esprime vicinanza l'assessore alla partecipazione Cinzia Colombo, che invita a proseguire sulla strada dell'integrazione. «Nel processo che deve avvenire ci dev'essere integrazione anche rispetto a diritti storicamente più consolidati nella nostra cultura, come quelli delle donne. Penso che il contagio tra culture diverse faccia bene a tutti». L'auspicio dell'assessore è che si possano «continuare a costruire percorsi di incontro coinvolgendo diverse realtà italiane e straniere». Non convinti alcuni esponenti del Pdl che hanno intercettato il corteo in via Verdi: «Chi paga gli straordinari di poliziotti, carabinieri e vigili?».
Andrea Aliverti

p.rossetti

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