Mercoledì 17 dicembre 2008

"La neve? solo una festa"

VARESE (a. morl) Trascorrono la notte con un occhio al lampione e uno al radar. Da quando c’è internet si ritrovano sui forum, consultano le carte meteorologiche, guardano le temperature. Sono i nivofili. Gli amanti della neve. O meglio, della Dama Bianca, come amano definirla.
I nivofili varesini “dichiarati” sono più o meno un centinaio. Alcuni si sono ritrovati martedì sera durante la conferenza dal titolo “la previsione della neve” organizzata da MeteoVarese. «Durante la notte mi sveglio più volte per verificare se nevica o quanta neve è caduta» dice Marco Corno, uno dei relatori, che ha analizzato la nevicata del primo dicembre. L’amante della neve, nella maggior parte dei casi, è un uomo – le donne affette dalla nivofilia sono più rare o più schive - Spesso è un appassionato di montagna, quasi sempre di fotografia, un’alleata indispensabile per documentare le nevicate e per farne motivo di vanto con gli altri appassionati.

Il nivofilo, si può avvalere di stazioni meteo, ma spesso utilizza “strumenti” più rudimentali come il lampione davanti casa o i fari della propria auto. Alla luce, infatti, è possibile capire se la pioggia lascia spazio ai fiocchi. Il termometro è uno strumento utile, ma le temperature da sole non bastano per annunciare la neve. «Potrebbe, infatti, nevicare anche con 5 gradi se l’umidità fosse abbastanza bassa» spiega Gianluca Bertoni di MeteoVarese, sfatando il luogo comune che vuole che nevichi solo con zero gradi. «Un metodo utilizzato per le previsioni è quello di calcolare la temperatura del “bulbo umido”, una grandezza che serve per stimare il raffreddamento dell’atmosfera a seguito dell’evaporazione delle precipitazioni. In soldoni: più l’aria è secca e più la probabilità di neve è alta». Un altro mito da sfatare è quello della quota: «Può capitare che piova a Varese e nevichi a Milano o Alessandria. Non bisogna considerare solo le condizioni al suolo, ma anche quelle della colonna d’aria sopra la nostra testa».

I nivofili che soffrono delle fasi più acute della sindrome, quando c’è aria di neve, diventano euforici e inquieti nello stesso tempo. Vivere il momento della nevicata con gli altri nivofili è ancora più gratificante. Ovunque c’è l’abitudine del “Nivotour”, il tour della neve. «Nelle nostre zone andiamo in perlustrazione nelle valli o al Campo dei Fiori. Facciamo camminate notturne e qualcuno si avventura anche con gli sci da fondo o le ciaspole» spiega Moreno Dell’Olivo, un nivofilo incallito di Malnate. «Paradossalmente per i nivofili questo inverno non è eccezionale. Chi ama la neve vuole vederla a casa propria e non sulle montagne» continua Bertoni, che conclude: «Nei prossimi giorni è atteso un netto miglioramento. Quindi dovrebbe essere un Natale mite, senza neve».

© riproduzione riservata