Un’immersione in una natura quasi fiabesca. Tra rocce “parlanti” e grandi cascate incantate

Un’immersione in una natura quasi fiabesca. Tra rocce “parlanti” e grandi cascate incantate

Uno scenario reso insuperabile dagli Orridi di Uriezzo, dal salto d’acqua del Toce e da colori stupendi

Una passeggiata alla scoperta degli Orridi di Uriezzo e delle Marmitte dei Giganti, uno sguardo alla cascata più alta d’Europa con un salto da 143 metri, una giornata rilassante da passare alle terme e, perchè no, con dell’ottimo cibo e una selezione di formaggi locali strepitosa per gli amanti del genere. Tutto in una sola valle, la Val Formazza (con una puntata in Valle Antigorio): un paradiso non ancora contaminato dal turismo d’assalto e che offre ottime strutture ricettive a prezzi accessibili.
Basta imboccare la A8 in direzione Milano, arrivare sino al bivio con la A26 in direzione Gravellona Toce e imboccare l’uscita per Crodo. Da quel momento la strada principale è una soltanto, ben segnalata, che attraversa l’intera valle sino alla splendida cascata del Toce. Una meta ideale anche per un week end. Con escursioni adatte sia al periodo estivo sia al periodo invernale.
Noi abbiamo fatto tappa a Premia, a due passi dalle celebri terme che, abbiamo constato con mano, sono amatissime dai varesini anche solo per una gita in giornata. Le escursioni hanno vari livelli ma sono tutte accessibili dagli amatori: fondamentali sono gli scarponi da trekking, racchette da escursione e abbigliamento adeguato, ricordando sempre che la temperatura non è mai rovente e che, soprattutto in primavera, i temporali improvvisi sono frequenti.

Come iniziare

Questo itinerario prevede una visita agli Orridi di Uriezzo per iniziare. Da Premia basta seguire la strada provinciale in direzione Formazza: dieci minuti in auto e si arriverà al parcheggio che segna l’inizio del percorso. Un “cancello” annuncia l’ingresso agli Orridi, rendendo quasi da fiaba l’inizio del percorso. Percorso semplice, adatto anche ai bambini. Un anello che si percorre in circa un’ora e 30 minuti in tutto relax: il dislivello è di 100 metri.
L’itinerario è ben segnalato: pannelli illustrativi spiegano la genesi di questi “canyon” (la definizione rende l’idea anche se non tecnicamente esatta) scavati nella roccia dallo scorrere dell’acqua in milioni di anni.
È un viaggio attraverso dei sipari di pietra meravigliosi, attraverso i quali osservare dalle stratificazioni rocciose la storia del mondo. Alcuni Orridi sono attrezzati con sicure scale in metallo che permettono al visitatore di scendere sino al fondo della “ferita” dove ancora i corsi d’acqua stanno scavando.
È un’esperienza splendida soprattutto per gli amanti della fotografia: gli scatti saranno di sicuro effetto, anche soltanto con un cellulare, tanto il contrasto di colori luci e ombre è particolare.

Il salto da record

Altra escursione da non perdere è quella per ammirare la cascata del Toce, il salto d’acqua più alto d’Europa. Raggiungerle la premia è semplicissimo: basta percorrere la provinciale che attraversa la valle in direzione cascata del Toce per arrivarci in meno di 20 minuti. Il sentiero che la costeggia, di vera suggestione, è un tratto della via mercantile del Gries che ha unito per secoli Milano e Berna.
Sopra la cascata è stato costruito un piccolo “balcone” in legno, quasi un trampolino (ovviamente con protezioni lungo il perimetro), che si allunga a sbalzo sopra il salto della cascata. La vista è unica: il rumore della cascata è assordante e l’intera valle si apre davanti a voi.
Vale la pena vincere anche il senso di vertigine che può cogliere i più sensibili: del resto quello è lo scorcio che ha rapito il cuore di artisti come Wagner, D’Annunzio e Carducci. Unico neo: la cascata, che alimenta un sistema di bacini, per ovvie ragioni non è sempre “aperta”. L’acqua viene canalizzata altrove: orari e giorni di apertura sono comunque disponibili sui vari siti turistici dedicati al territorio.

Il lago e la diga

Nel periodo invernale, i meno esperti potranno godersi una passeggiata attorno al lago di Morasco, lago artificiale chiuso da una diga dal salto considerevole, percorribile in circa 40 minuti a piedi o in bicicletta. Nel periodo estivo dal lago partono una miriade di sentieri a diversa difficoltà. Che ancora recano la dedizione dei varesini e dei varesotti al luogo. Sentieri (ben segnati e ben tenuti) che accompagnano ad esempio al Rifugio Città di Busto Arsizio o al Rifugio Somma, di proprietà della sezione sommese Cai.
Per chi ama il relax, Premia offre splendide terme con percorsi salute e vasche adatte anche ai bambini. Per un pranzo o una cena noi abbiamo scelto l’albergo Monte Giove a Premia, gestito da una giovane coppia molto affiata, che propone una cucina ispirata dalla tradizione (con prodotti a chilometro zero) rivisitata in chiave moderna. Da assaggiare assolutamente il formaggio Bettelmatt (celebrità gastronomica della valle con parecchi estimatori esteri), magari accompagnato da un bicchiere di Prünent della Val d’Ossola: un Nebbiolo raro e molto antico.


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