Ora la Finestra apre una porta. Per dare casa e anche un futuro
Maria Grazia Panigata, responsabile del “La Finestra” di Malnate

Ora la Finestra apre una porta. Per dare casa e anche un futuro

Cooperativa a malnate - Taglio del nastro in sede per la nuova area residenziale

Un taglio del nastro non corrisponde sempre all’inizio concreto di qualcosa e la Cooperativa “La Finestra” di Malnate ne è l’esempio, ma la cerimonia di apertura della nuova area residenziale è un traguardo raggiunto insieme ad amici e sostenitori.

Cosa c’è oltre la nuova porta?

“Finalmente abbiamo potuto presentare la nuova e tanto sospirata struttura residenziale - risponde la responsabile, Maria Grazia Panigata - comprendente quattro camere doppie per un totale di otto posti letto, una camera per il sorvegliante educatore, una sala polivalente ed una mensa ampliata rispetto alla precedente”.

Perché “finalmente”?

Perché si tratta di un progetto pensato nel 2010 che ha incontrato non poche difficoltà burocratiche e tecniche. Oltre naturalmente al necessario reperimento di risorse economiche importanti”.

Com’è nata questa esigenza?

“Molti dei nostri ospiti non sono più i ragazzini che avevamo accolto nel Centro Diurno. Crescendo, qualcuno ha perso uno o entrambi i genitori. Una condizione che ha fatto pensare anche altri genitori in merito al futuro dei propri figli senza di loro. Nel tempo il pressing su di noi per avere una risposta adeguata in questo senso è cresciuto generando il desiderio comune di poter offrire all’interno della nostra realtà l’opportunità di una continuità educativa”.

Le sigle relative alla tipologia di realtà sociali come la vostra sono nate e cambiate abbastanza per creare non poca confusione. La Finestra cos’è?

“La Finestra è un centro che si occupa di persone con disabilità per dar loro la massima autonomia cognitiva e manuale. Burocraticamente è una Cooperativa di tipo A, un Centro Socio Educativo e contemporaneamente un Servizio di Formazione dell’Autonomia. Ora aggiungiamo la residenzialità”.

Chi saranno i primi otto?

“Pensiamo di riservare i posti disponibili a persone che già frequentano il nostro Centro per soddisfare l’esigenza interna, la stessa che generò il progetto”.

In attesa della prima notte, tutti felici e contenti ma anche stavolta ad una esigenza della gente comune ha risposto in primis la gente comune facendosi carico di tutto ciò che comporta. E le Istituzioni?

“Tornando al taglio del nastro le autorità presenti hanno in più riprese inneggiato al volontariato e alla sensibilità dei privati. La scarsità di fondi pubblici è un ritornello al quale siamo ormai abituati. Nel corso della nostra storia il Comune di Malnate e la Provincia non ci hanno fatto mancare il loro appoggio. Resta il fatto che senza benefattori privati, Fondazione Cariplo, Fondazione e Banca UBI l’unico nastro da tagliare sarebbe rimasto quello con cui i nostri ragazzi confezionano prodotti artigianali. Senza tralasciare il fatto che al momento di cominciare insieme all’impegno aumenteranno anche le spese”.

Burocraticamente parlando quando pensate di cominciare?

“Mah, sicuramente non entro il 2016”.

Voi operatori, con in testa il vostro presidente Corrado Nardellotto, come vivete il presente pensando alla novità in arrivo?

“Con un mix di gioia e apprensione. Ma come ha detto il nostro presidente nel suo discorso inaugurale ‘da quando siamo nati, nel 1984, quando abbiamo creduto in qualche cosa siamo sempre e comunque arrivati alla meta’.
Oggi siamo arrivati alla residenzialità, domani chissà”.

Prossimo impegno oltre la normale quotidianità?

“A metà giugno abbiamo in programma la tradizionale festa sociale dedicata come sempre all’aprirci agli altri e a raccogliere fondi, anche perché dobbiamo restituire 350.000€ del prestito concessoci dalla Regione. Per il bene dei nostri ragazzi e grazie a tanti amici ce la faremo anche stavolta”.


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