All’attacco con Longobardi. In difesa con Bruzzone
Da sinistra: Eduardo Russo, Cristian Longobardi e Alessandro Merlin

All’attacco con Longobardi. In difesa con Bruzzone

Il Varese chiude con altri due nuovi giocatori. E intanto continua a giocarsi le sue chance di Serie C

E sono dieci: il Varese ieri ha finalmente chiuso per l’acquisto dell’attaccante Cristian Longobardi, classe 1982, che il direttore sportivo Alessandro Merlin seguiva ormai da mesi, fin dalla sessione di mercato della stagione scorsa. Merlin si è recato ieri a Cesena insieme ad Eduardo Russo per strappare il sì al giocatore, che diventa così il primo tassello dell’attacco che sarà messo a disposizione di mister Salvatore Iacolino.

Cercati a lungo

Classe 1982, come scritto, ha giocato l’ultima stagione prima alla Lucchese in C, totalizzando sei presenze, e successivamente all’Imolese in D, con 16 presenze e 7 reti. L’anno prima, il 2015/2016, lo ha visto tra i protagonisti della promozione dalla D alla C del Parma, con 20 presenze e 6 reti. Ma non è l’unica firma di giornata: anche Matteo Bruzzone, difensore centrale classe 1994, ieri ha messo nero su bianco, tornando al Varese dopo aver fatto parte della Primavera biancorossa di Stefano Bettinelli. Il suo è stato uno dei primi nomi sondati dal direttore sportivo Alessandro Merlin in questo mercato, ed ora è giunta la firma. Diventa così il decimo acquisto di questa sessione estiva dopo le conferme di Michele Ferri, Andrea Granzotto, Matteo Simonetto, Lorenzo Lercara e Mattia Rolando e agli acquisti di Michele Magrin, Nicolò Palazzolo, Cristian Longobardi e Christian Monacizzo.

Ma il Varese non sembra intenzionato a fermarsi, anche perché il raduno è vicino e c’è ancora mezza rosa da completare: i nomi caldi in queste ore sono quelli del portiere classe ’99 Alessandro Frigione (proprietà Novara, 11 presenze da gennaio a maggio alla Bustese), del terzino destro ’99 Vittorio Ghidoni, del centrocampista ’98 Samuele Careggia e, per l’attacco, l’idea è Hernan Rodolfo Molinari, italo-argentino classe ’82.

Cinque posti per i pro

Intanto la porta per la Serie C resta più che aperta, perché i posti per il ripescaggio ora sono cinque ed il Varese può concretamente sperare nel ripescaggio. Dopo l’addio di Como e Latina (che acquisirà il titolo sportivo del Fondi), entrambe non affiliate, altri tre squadre non sono riuscite a presentare l’iscrizione alla prossima Serie C 2017-18: Mantova, Maceratese e Messina. Proprio i giocatori del Messina, da sette mesi senza stipendi, hanno scritto al presidente Gravina per essere tutelati. E, in più, sono ancora a rischio le posizioni di Akragas, Arezzo, Fidelis Andria, Juve Stabia e Modena, che sono state bocciate dalla Covisoc ma dovrebbero salvarsi grazie al ricorso presentato. Si è dunque aperta ufficialmente la caccia al posto in Serie C per le squadre di Serie D che hanno dichiarato di avere le carte in regola per salire: già sicure del posto Triestina (con Sannino in panchina) e Rende, mentre tra le altre quattro squadre in lizza c’è sicuramente il Varese, al fianco di Vis Pesaro, Lumezzane (come unica retrocessa), Virtus Verona, Massese e Rieti. Proprio il Rieti scioglierà le sue riserve a breve: il presidente del club, Riccardo Curci, incontrerà alcuni imprenditori per sondare la disponibilità ad immettere capitali, in caso contrario arriverà una rinuncia che spianerebbe ulteriormente la strada al Varese.

Con il comunicato 10/A, il Consiglio Federale ha stabilito che le domande di ripescaggio andranno inoltrate entro le 13 del 28 luglio supportate dalle prescritte garanzie economiche e sui requisiti strutturali. Il ripescaggio avverrà in base ai criteri previsti dal comunicato ufficiale 163/A del 26 maggio 2017, in cui viene specificato da dove attingere in caso di posti vuoti da riempire nell’organico a sessanta squadre della Serie C: le società retrocesse dalla Lega Pro e le società inserite nella graduatoria riservata a coloro che hanno partecipato ai play-off di D.

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Giulio Goretti scrive: 16-07-2017 - 13:44h
Premesso che a tutti piacerebbe giocare in serie C, bisogna tener conto che andarci vorrebbe dire fare un bagno di sangue sia dal punto di vista dei conti (700K tra fondo perso, fidejussione e iscrizione da tirar fuori subito) sia dal punto di vista sportivo. Personalmente ho grossissime perplessità in entrambi i casi. Dal punto di vista societerio, taccio in attesa che il progetto promesso prenda forma ma dal punto di vista sportivo, mi permetto un piccolo appunto. Prendiamo ad esempio questo presunto colpo di mercato. Longobardi ha 35 anni, reduce da due anni in cui in entrambe le stagione ha saltato mesi per infortuni più o meno gravi. In d è tollerabile come ricambio, in c sarebbe un turista. Se è stato preso per riempire il posto lasciato libero da Piraccini o da Moretti, ci può anche stare ma se l'idea è che sia titolare o che sia un top player, è meglio fare la d perché in categorie serie serve un ds che abbia idee chiare e competenza.