«La Lega Pro? Soldi e requisiti»
L’avvocato Cesare Di Cintio, uno dei massimi esperti di diritto sportivo in Italia (Foto by Archivio)

«La Lega Pro? Soldi e requisiti»

Alla vigilia degli spareggi playoff, l’avvocato Di Cintio spiega le regole per ambire al salto di categoria

La stagione regolare del campionato di Serie D si è conclusa solo da quattro giorni, sono ormai prossimi i playoff ed i playout, in particolare la lunga maratona che interessa gli spareggi promozione di Lega Pro che interessano ventotto squadre per un solo disponibile per la serie B, senza trascurare anche quelli della quarta serie anche se valgono solo per stilare la graduatoria di riammissione.
È ugualmente opportuno approfondire alcuni concetti, all’apparenza facilmente masticabili, ma spesso i loro ingredienti vengono confezionati in maniera raffazzonata generando confusioni. Ne dettaglia le dosi e soprattutto l’esatta ricetta l’avvocato Cesare Di Cintio, uno dei massimi esperti di diritto sportivo.

Avvocato, la prossima stagione la Lega Pro sarà a sessanta squadre oppure si cercherà qualche tentativo surrettizio di ridurne il numero visto che il programma del presidente Tavecchio prevede quaranta squadre, magari bloccando i ripescaggi?

Il format dei campionati prevede venti squadre per la serie A, ventidue per la B e sessanta per la Lega Pro. E, in assenza di accordo tra le tre leghe, i numeri sono questi e non cambiano.

Lei lo scorso anno intraprese una causa(vinta) che portava a sessanta le squadre di Lega Pro e quindi da lì nessuno può derogare?

Quella sentenza esiste e quella rimane.

Quindi, nel caso la Lega Pro si dovesse trovare sotto organico per società che non si iscrivono si procederà ai ripescaggi?


Sicuramente. Si andrebbero ad interpellare quelle squadre retrocesse o quelle che sono nella graduatoria di serie D che vogliano risalire in Lega Pro. Nell’eventualità che non vi fossero società interessate al ripescaggio, allora la Lega Pro sarebbe sotto dimensionata e quindi non sarebbe a sessanta squadre.

Anche perché il ripescaggio non è a costo zero.


Ancora non è uscito il comunicato e quindi non sappiamo nulla. Se stiamo alla scorsa stagione, sappiamo che vanno messi lì 250.000 euro a fondo perso oltre alla fidejussione, senza dimenticare che poi occorrono tutti i requisiti di impiantistica e sicurezza per ottenere la licenza.

Chiariamo il concetto di riammissione.


Avviene solamente con uno scivolamento della classifica. Ovvero se vengono comminati dei punti di penalizzazione ad una squadra che scende di categoria facendo automaticamente risalire quella retrocessa. Quello che avvenne due anni fa per la Pro Patria che fu riammessa con la retrocessione della Torres in serie D. Insomma, per essere più realisti del re: la riammissione non può avvenire per una squadra che ha giocato in serie D.

A proposito di giustizia sportiva non le pare che i tempi siano lunghi con penalità che vengono scontate la stagione successiva quando sarebbe stato più logico essere inflitte in quella in corsa?


Penso che la giustizia sportiva lavori bene. Purtroppo gli accertamenti sono sempre posteriori. Se una società non paga gli stipendi di ottobre lo si sa a dicembre.

Lei ha seguito da vicino le vicende societarie del Varese: un suo commento sugli sviluppi successivi.


Premesso che è da un po’ che i dirigenti non li sento, mi auguro che riesca a vincere i playoff e che possa ritornare in Lega Pro.

E la Pro Patria?

Societariamente mi sembra che si sia assestata e faccio il tifo anche per lei: che ritorni in Lega Pro. Mi spiace che in provincia di Varese non vi sia una società tra i professionisti in una provincia in cui vi sono delle potenzialità per stare almeno in Lega Pro.


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