«Il Varese era la mia assoluta priorità. Quest’anno non vogliamo più sbagliare»
Michele Ferri è pronto per la sua seconda stagione in biancorosso (Foto by Archivio)

«Il Varese era la mia assoluta priorità. Quest’anno non vogliamo più sbagliare»

Michele Ferri resta in biancorosso. Pronto al riscatto: «Nella passata stagione abbiamo perso troppi treni»

Michele Ferri sarà biancorosso per un’altra stagione. Dopo la prima esperienza al Varese, conclusa a maggio, Ferri ha trovato l’accordo con la società per proseguire insieme per una nuova avventura. Come se avesse un debito, un conto in sospeso con un campionato che non si è concluso come sperava lui e come sperava altrettanto il pubblico del Varese. Ora tutto si azzera, si riparte da capo, nella speranza di ritrovarci tra un anno a festeggiare un nuovo epilogo. Parliamo con lui di questo rinnovo “sulla parola”, visto che tra i dilettanti non si può firmare nulla fino al primo luglio.

È stato difficile trovare un accordo con la dirigenza?

No, direi di no. Con Paolo Basile e Aldo Taddeo eravamo già d’accordo dalla fine della stagione, avevamo già un’intesa. Dovevamo solo parlarci e metterci ulteriormente in sintonia dal punto di vista economico. Anche con il direttore Alessandro Merlin avevo parlato a fine campionato, ci siamo poi aggiornati qualche giorno fa e ci è voluto poco a chiudere. Io ora sono a Palermo con la famiglia, con il direttore ci siamo sentiti al telefono e abbiamo concordato tutti gli aspetti.

Aveva ricevuto delle offerte da altre squadre nel frattempo?


Sì, avevo ricevuto qualche chiamata a titolo informativo, però ho sempre comunicato e ho sempre voluto dare assoluta priorità al Varese. Le cose sono andate bene, come vedete, e nessuno mi ha più chiamato. Sono contento di stare qui, lo ammetto.

Ha già parlato con Iacolino?


No, non ancora, ma penso che durante il lavoro estivo ci sarà tutto il tempo necessario per farlo e per conoscerci. Mi fa piacere poter lavorare con lui, che ancora non conosco, perché è un vincente ed il suo curriculum parla per lui, semplicemente. Ma anche perché, con l’andare della carriera, mi piace conoscere nuovi allenatori, imparare da loro sul campo e cercare di trarre insegnamento per migliorare. Poi, una volta terminata la mia carriera da calciatore, mi piacerebbe rimanere nel calcio come allenatore. Per questo cerco di rubare qualche segreto da ogni allenatore che incontro per strada, mi piace imparare e conoscere, analizzare, studiare.

Pronti per una nuova avventura, sì, però facendo un passo indietro cosa è mancato nella stagione scorsa per arrivare a vincere il campionato?


Ci è mancato il guizzo per cogliere le occasioni quando ci si sono presentate davanti. Abbiamo perso non tanti, tantissimi treni. Non penso al finale di stagione, ma anche prima: io ho analizzato tutto ciò che è successo durante il campionato, abbiamo avuto diverse volte la possibilità di allungare in classifica sulla seconda e mai l’abbiamo sfruttata. Questa è stata una grande pecca. La più clamorosa di tutte è stata quella con la Pro Settimo, una vittoria ci avrebbe riportato in vetta da soli e ce la siamo lasciata sfuggire. Sono stati 90 minuti in cui loro non hanno mai superato la metà campo. Però se vogliamo crescere e soprattutto se vogliamo vincere queste partite non si possono sbagliare più. Così abbiamo sempre dato del vantaggio alle altre. Le partite che abbiamo sbagliato noi non le ha fallite il Cuneo, e così ha vinto il campionato.

La poca serenità societaria ed i numerosi cambi in panchina hanno influito?

Sicuramente sì, penso che sia fondamentale avere serenità alle spalle. Negli anni in cui ho vinto, durante la mia carriera, ho sempre avuto società forti e solide a sostenere la squadra. Più che altro, speriamo di iniziare e di finire la stagione con lo stesso allenatore. Eravamo in tanti l’anno scorso e credo che un allenatore abbia bisogno di tempo per conoscerci tutti: ad ogni cambio sono stati necessari 15/20 giorni affinché l’allenatore di turno arrivasse a conoscere al meglio le caratteristiche di ciascuno. E anche questo è un vantaggio che concedi ai tuoi avversari.

Ha sentito qualche altro compagno di squadra?


Sì, ci sentiamo spesso. Alcuni sono in attesa di una chiamata, altri stanno cercando nuove soluzioni ed altri sperano di poter avere una chance in Serie C: credo che giovani come Zazzi e Talarico possano meritarla. Ma anche Bonanni, che spesso è stato preso di mira ma ha delle qualità e può starci tranquillamente in una categoria più su.

Pensa di poter finire la carriera a Varese ?


Adesso ho 36 anni e mi sento ancora bene per continuare a giocare, non vedo così vicino il ritiro. Però perché no? Mi piacerebbe concludere a Varese, e magari concludere vincendo a partire già da quest’anno. Finché sto bene vado avanti.


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