Il Varese innaffia le sue vere radici. Tra campi e storia
Il campo dietro i distinti del Franco Ossola, rimesso a nuovo da Vanoni (Foto by Varese Press)

Il Varese innaffia le sue vere radici. Tra campi e storia

La società biancorossa investe nelle strutture. I mitici spogliatoi proprio sotto la curva Sud. Il campo delle Bustecche e quello sotto i distinti

A Masnago, si sa, il fresco arriva puntuale e non è un caso che l’antico pattinatoio della città si trovava proprio dietro alla curva sud dello stadio Franco Ossola. Questo però non esisteva ancora e, anzi, ai primi del Novecento, al suo posto spiccava l’ippodromo, in collocazione provvisoria dopo il trasloco da Casbeno e prima di quello definitivo alle Bettole. Fa fresco nel primo pomeriggio di ottobre dell’anno del signore 2015. Mentre i biancorossi di Giuliano Melosi si stanno allenando sul campo principale, Piero Galparoli ed Enzo Rosa, fondatori del nuovo Varese Calcio, insieme a Gabriele Ciavarrella, stanno perlustrando il massimo impianto calcistico della città. Prendendo appunti per i lavori di ristrutturazione.

Un viaggio nella storia

Il viaggio parte dalla curva sud: sotto di essa c’è una struttura lunga e stretta chiusa da anni. L’idea è di renderla accogliente e di riaprirla proprio come è stato fatto per i vecchi spogliatoi, quelli che si trovano sotto la curva stessa e i cui muri possono raccontare più di mille libri sul Varese. Lì si sono cambiati i pionieri del 1942-1943, quelli della prima promozione in Serie B, che aveva premiato un gruppo di ragazzi d’oro, in cui spiccavano Bonifacio e Cristina, due veri e propri eroi: il primo aveva recitato il ruolo del capocannoniere, segnando 18 gol e giocando nonostante fosse cieco a un occhio; il secondo, grande artefice del salto di categoria, era morto in guerra qualche mese dopo, diventando un assoluto ed indimenticabile protagonista della storia biancorossa.Sullo stesso pavimento di quegli affascinanti spogliatoi Enzo Rosa e Piero Galparoli camminano emozionandosi. A distanza di vent’anni dalla prima conquista della B, il Varese era tornato alla riscossa ripartendo da quegli stanzoni essenziali, così lontani dalle confortevoli strutture che si trovano negli stadi di oggi. Ai tempi in cui il cumenda Giovanni Borghi cavalcava gli anni del boom economico, Ettore Puricelli sapeva essere un allenatore-artefice, in grado di plasmare un gruppo di assi che, nel brevissimo arco di due anni, era balzato prepotentemente dalla C alla A. Il varesino Cicci Ossola era il simbolo proprio di quello spogliatoio compatto in cui sbocciarono talenti indiscussi.

Promesse mantenute

Tanti altri ne sbocceranno partendo proprio dagli spogliatoi appena rimessi a nuovo, che serviranno appunto ai ragazzi del settore giovanile. Le promesse del vivaio potranno allenarsi sul campo che sta dietro ai distinti e che potrebbe raccontare altrettante storie. Su quella terra, ai tempi del Barone Nils Liedholm, i biancorossi giocavano le loro partitelle in famiglia di metà settimana, non risparmiandosi. Anzi, dandosele di santa ragione, come aveva ricordato qualche anno fa Riccardo Sogliano che di quel gruppo di calciatori era una delle anime. Ora, grazie alla ditta Vanoni, la superficie severa - perché da sempre piena di buche - del campo è stata rimessa a nuovo. E adesso la palla scivola via veloce.

Ma dov’è Varesello?

Un po’ come accade alle Bustecche dove finalmente la società ha trovato una struttura ideale per gli allenamenti. «Ma come, non sapete dov’è Varesello?», esclamano stupiti Enzo Rosa e Piero Galparoli. In effetti la maggior parte dei tifosi è abitudinaria e non può fare a meno di andare al Franco Ossola che è la casa di Rosa e Galparoli. Entrambi - e qui sta la notizia - sognano di riedificare l’impianto sulla stessa area dove si trova adesso. Ma il vero sogno è di vederlo pronto fra qualche anno dopo aver riportato il Varese in Serie B. Nella mente dei fondatori del nuovo Varese c’è uno stadio dedicato solo al calcio ma tutti nel clan biancorosso sanno come sia indispensabile mantenere i piedi ben ancorati al suolo. Prima di tutto viene il Varese e allora accontentiamoci di rattoppare l’attuale impianto che non si distingue però per qualità dei suoi elementi strutturali. Dove è appena stato imbiancato c’è già qualche infilatrazone. Intanto, al Franco Ossola arriva anche Paolo Maccecchini che dovrà costruire in cima alla tribuna alcuni box per ospitare dirigenti e sponsor. Lo stadio si sta rifacendo il look e anche il campetto in sintetico rinnova le zone più usurate. Con piccoli passi si può arrivare dappertutto. Anche in serie B ripartendo dall’Eccellenza.


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